Cronaca

"Nullatenente" gestiva milioni di euro: aveva ville e auto di lusso

Una maxioperazione durata due anni prima di incastrare un pluripregiudicato di Ascoli Piceno, che, nonostante figurasse come nullatenente, aveva un impero fatto di capitali aziendali e beni immobili

Dopo due anni di indagine, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Ancona, guidata dal Colonnello Gianluca Filippi e dal Tenente Colonnello Gianfranco Lucignano, ha sgominato un'organizzazione criminale del fermano e dell'ascolano. Negli ultimi anni hanno fatto girare soldi per 60 milioni di euro, tramite truffe e frode ai danni dello Stato, in quanto il soggetto a capo di tutto non faceva dichiarazione dei redditi dal 1998. L'operazione, denominata "Great Tower", si è conclusa oggi e ha portato a segnalare all'autorità giudiziaria di Macerata 29 soggetti responsabili, che non avrebbero nulla a che vedere con la mafia in senso stretto del termine. Il domus a capo di tutto era un uomo, P.E. pluripregiudicato ascolano di 66 anni che, in modo indipendente, gestiva società "cassaforte" tramite dei prestanome. Negli affari sarebbe coinvolto anche il figlio.

Il tutto sarebbe nato da una segnalazione della Banca d'Italia, insospettita dei tanti movimenti bancari da parte di un cliente, che non versava una lira allo Stato da 14 anni. La Finanza ha così confiscato 9 automobili, di cui 3 di lusso, beni immobiliari nelle province di Fermo e Ascoli Piceno, appezzamenti di terreno, 15 conti correnti a nomi di persone fittizie, ma soprattutto quote azionarie di 11 diverse società. Infatti P.E., tramite la collaborazione di altre persone, gestiva i capitali di diverse aziende sparse in varie regioni d'Italia: Marche, Lazio, Sardegna, Emilia Romagna, Lombardia. Inoltre, il 66enne gestiva una pizzeria e un bar della piazza principale di Fermo, attività che, con le nuove normative, non chiuderanno l'attività, ma la proseguiranno sotto la gestione commissariata dello Stato. In tutto sono stati sequestrati beni per 2 milioni di euro.

"Si tratta di un'operazione importante - ha detto il Colonnello Filippi – perché l'entità di ciò che è stato sequestro ci è stato reso possibile da una normativa, che consente sequestri preventivi in riferimento ad una legislazione specifica antimafia". La normativa risale al 1996 e, come ha spiegato poi il Tenente Colonnello Gianfranco Lucignano, va a colpire direttamente al cuore dell'organizzazione criminale: i beni ricavati da essa.

Per coloro che sono stati raggiunti dall'avviso di garanzia si muovono accuse che vanno dalla commissione di truffe all'erario, al riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.




 

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