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Una delle immagini incriminanti

Una delle immagini incriminanti

Furti in casa, sgominata la gang degli scalatori

Ben 8 colpi accertati, almeno altri altri 7 riconducibili a tre stranieri. Due di loro avevano l’obbligo di firma: andavano dai carabinieri e poi partivano per colpire

Alle 18 di ogni giorno si recavano dai carabinieri per assolvere la misura restrittiva dell’obbligo di firma. Poi salivano in auto e da San Benedetto, dove vivevano, partivano alla volta di Ancona e della Valmusone per depredare appartamenti. Oltre al capoluogo dorico, dove nel mirino era finito un 58enne di Candia, i colpi avevano riguardato anche Osimo e Porto Recanati. I carabinieri della Compagnia di Osimo che hanno guidato l’operazione hanno messo la lente d’ingrandimento anche su episodi denunciati a Loreto, Castelfidardo, Numana e Sirolo. Si tratta di tre albanesi di 26, 25 e 22 anni che vivevano in un lussuoso hotel di San Benedetto dove per altro, si prostituiva la fidanzata di uno di loro. Già arrestati a Loreto lo scorso febbraio, i tre erano già in carcere ma prima che fossero scarcerati per i termini dell’ordinanza di custodia cautelare sono stati raggiunti da un nuovo fermo chiesto dal pm Rosario Lioniello e firmato dal gip Antonella Marrone.

Gli scalatori, i "climbers" come per altro è stata battezzata l'operazione d'indagine condotta dai militari dell'Arma agli ordini del maggiore Raffaele Conforti e dal Norm diretto dal  luogotenente Luciano Almiento, erano soliti arrampicarsi su per le grondaie fino ai terzi o quarti piani degli edifici. Uno rimaneva in auto ad aspettare. Gli altri due entravano negli appartamenti forzando le finestre e, una volta, dentro si preoccupavano subito di chiudere la porta d'ingresso con il chiavistello. Questo per tenere il proprietario fuori nell'eventualità di un rientro anzitempo. Se il chiavistello non c'era, piazzavano un divano davanti alla porta. La refurtiva è stata rintracciata nell'hotel dove vivevano. Era stata nascosta dietro un condizionatore. Ora è tutta sotto sequestro e i carabinieri stanno cercando di risalire ai legittimi proprietari. Orologi, monili d'oro, braccialetti e tanto altro ancora recuperato all'interno dell'originale caveau della banda. 

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