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Lunedì, 15 Aprile 2024
Cronaca

Mezzo etto di droga in casa, l'addetto al call center farà volontariato per evitare il processo

Messa alla prova per il 36enne arrestato a febbraio dalla polizia sotto il palazzo della Regione

ANCONA – Lo avevano fermato dopo il lavoro e lo avevano trovato con qualche grammo di cocaina. Perquisita l'abitazione dove abita in casa c'era altra droga, in tutto mezzo etto di sostanze stupefacenti tra cocaina e marijuana. Per lui, 36 anni, operatore di un call center, era scattato l'arresto. Per evitare il processo farà volontariato. Questa mattina infatti è stata accolta la richiesta di messa alla prova, formulata dai suoi avvocati, alla giudice Francesca Pizii. Per un anno dovrà fare lavori socialmente utili o nulla lo risparmierà da un processo. Le manette per l'operatore erano scattate a febbraio scorso. La polizia stava seguendo una indagine quando è arrivata al centralinista che è stato fermato a fine turno. Avevano più di un indizio che l'uomo non fosse pulito anche se la sua fedina penale era intonsa. Era bastato controllarlo addosso per trovare una piccola quantità di cocaina. Il resto della droga era a casa. Lui non avrebbe saputo giustificare il possesso dello stupefacente e nell'abitazione c'era anche materiale per confezionarla, bilancini e cartine varie. In tribunale l'arresto era stato convalidato e il giudice aveva disposto come misura cautelare l'obbligo di firma alla polizia giudiziaria. In aula l'arrestato si era avvalso della facoltà di non rispondere.

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