Operaio morto al cantiere, ponteggio inadatto a sostenere quel peso: chiusa l'inchiesta

La procura ha chiuso le indagini sull'incidente del 20 ottobre che costò la vita ad Alam Magbaul. In sette rischiano il rinvio a giudizio tra persone fisiche e società

Alam Magbaul

Chiusa l'inchiesta sul crollo dell’impalcatura ai cantieri Isa che è costò la vita all’operaio bengalese Alam Magbaul e il ferimento di tre suoi colleghi. In sette tra società e persone fisiche rischiano il rinvio a giudizio. L’ipotesi accusatoria formulata dalla procura che dovrà essere vagliata dal gup è quella di omicidio colposo plurimo.

Secondo il pm titolare dell'indagine Irene Bilotta (foto in basso) infatti il ponteggio sul quale stavano lavorando gli operai non era idoneo a supportare il peso di quattro persone contemporaneamente. Sotto accusa ci sono 7 nomi tra cui la ditta incaricata della verniciatura della nave e quella che si è occupata dell’installazione dell’impalcatura. I quattro stavano infatti verniciando uno yacht quando la piattaforma ha ceduto e quel ponteggio sarebbe dovtuo essere in grado di sostenere il peso di 4 uomini perché il progetto lavorativo prevedeva quella formazione. Era il 20 ottobre e le condizioni di Magbaul erano da subito sembrate quelle più gravi. L’uomo è morto a Torrette il 13 novembre. L’avvocato Daniele Valeri, legale di parte civile che rappresenta la vedova di Magbaul, ha richiesto un risarcimento dei danni ancora non quantificato. Il collegio difensivo è invece composto dagli avvocati Massimo Barbieri del foro di La Spezia e Alessandro Scaloni. 
 

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