Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Senigallia

Omicidio di Senigallia, «Sono stato io ma non mi ricordo nulla»: Barucca resta in carcere

Una cosa è certa: Barucca stava male da tempo, tanto che proprio di recente aveva incontrato dei medici per farsi aiutare

Ha ammesso le proprie responsabilità. Non perché ricordi quanto accaduto, ma perché conosce l’esito di quei minuti di follia e sa che, ad uccidere, non sarebbe potuto essere stato nessun altro all’infuori di lui. Ha spiegato questo al pm Ruggiero Dicuonzo ieri in sede di convalida dell'arresto di Gianluca Barucca, il 45enne senigalliese accusato di aver ucciso la madre Graziella Pasquinelli e difeso dall’avvocato Marta Mereu. Che sia stato lui non hanno mai avuto dubbi i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Senigallia che, guidati dal comandante Cleto Bucci, stanno ricostruendo la dinamica del delitto tassello dopo tassello. Intanto ieri il Gip ha convalidato l’arresto del 45enne confermando la custodia cautelare in carcere. 

La ricostruzione dell’accusa

Secondo gli investigatori l’omicidio si è consumato giovedì mattina prima delle 9 perché i due a quell’ora avrebbero già dovuto tirare su la saracinesca del negozio di scarpe del centro città. L’aggressione sarebbe avvenuta in bagno con un phon, ritrovato dai carabinieri a terra con tracce di sangue e un’evidente ammaccatura. Poi la donna si sarebbe spostata nella sala dove è stata raggiunta da figlio che l’ha soffocata con il guinzaglio del cane. Poi l’uomo, in stato di choc, è rimasto tutto il giorno a vegliare il corpo della 73enne fino all’arrivo delle forze dell’ordine. 

La difesa

Marta Mereu-2Per la difesa Gianluigi non ha ammesso nulla. Sa qual'è il risultato finale di quella giornata ma tutto quello che si presume sia successo non arriva dalle sue parole o dai suoi racconti perché Gianluigi Barucca non ricorda assolutamente nulla. Per questo grazie all’assistenza dell’avvocato Mereu, ora il 45enne ha iniziato un percorso con lo psichiatra anconetano Gabriele Borsetti per capire quale sia il suo stato mentale ed eventualmente effettuare una perizia psichiatrica che possa spiegare le condizioni di intendere e di volere dell’indagato al momento del delitto. Una cosa è certa: Barucca stava male da tempo, tanto che proprio di recente aveva incontrato dei medici per farsi aiutare. 

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