Accoltellò a morte un professore, non fu premeditazione: condannato

Il gup ha respinto l’aggravante contestato dalla Procura. La sentenza di condanna è stata emessa nella tarda mattinata di oggi. Il pm aveva chiesto 30 anni di reclusione

Sebastiano Dimasi

Fu Sebastiano Dimasi ad uccidere Alessandro Vitaletti a Sassoferrato, ma non fu un omicidio premeditato. Il muratore 55enne è stato condannato a 16 anni di reclusione, ma il gup Paola Moscaroli ha respinto l’aggravante contestata dal pm Serena Bizzarri. Il delitto, in pratica, fu determinato da cause estemporanee. Dimasi ha sempre sostenuto sin dal momento del fermo che fu lui a difendersi dall’aggressione di Vitaletti e che quel giorno davanti al Bar dello Sport si sarebbe trattato al massimo di un eccesso di legittima difesa.

La sentenza è arrivata nella tarda mattinata di oggi e Dimasi era presente alla lettura del dispositivo accanto al suo difensore Enrico Carmenati. Non ha avuto particolari reazioni prima di essere accompagnato in carcere: «Il giudice, nonostante non abbia riconosciuto l’eccesso di legittima difesa ha fatto venire meno l’aggravante della premeditazione, la quale non c’è mai stata come abbiamo sempre sostenuto- ha commentato Carmenati subito dopo la sentenza- vedrò Dimasi nei prossimi giorni in carcere, lui oggi era presente, non ha avuto reazioni particolari. Aspettiamo di leggere le motivazioni che arriveranno nei prossimi 90 giorni- conclude il legale- ancora non so se ricorreremo in appello»
 

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