Delitto di Chiaravalle, ascoltata la prostituta: l'indagato ora ha un alibi di ferro

A questo punto il delitto di Giancarlo Sartini diventa sempre più giallo dopo che gli investigatori hanno scoperto che la prostituta dell'indagato esiste e ha testimoniato confermando che quella sera lei e l'indagato erano insieme

I Ris sulla scena del crimine

Colpo di scena. Ha un alibi di ferro il 22enne romeno indagato per l’omicidio del vicino di casa Giancarlo Sartini, il pensionato di 53 anni massacrato a sprangate in casa la notte tra il 26 e il 27 dicembre. Il giovane, che negli interrogatori in caserma aveva cambiato più volte versione dei fatti contraddicendosi, alla fine aveva parlato di una prostituta con cui avrebbe passato la notte dell’omicidio. Quella donna è stata rintracciata dagli investigatori e oggi è stata ascoltata con la formula dell’incidente probatorio. Che cosa ha detto al Gip? Ha testimoniato che quella sera di dicembre, dalla mezzanotte alle 3:30 circa, il presunto killer era con lei. Un elemento pesante che scagionerebbe il romeno, ad oggi ristretto in carcere e rinforzato dal video della telecamera di una banca che si trova proprio nei pressi dell’appartamento della squillo. Il 22enne compare nelle immagini passate davanti agli occhi dei carabinieri. E poi ci sono anche alcuni conoscenti che erano in auto con lui quando ha caricato la squillo. Insomma prende corpo la tesi della difesa, sostenuta dagli avvocati Marina Magistrelli (in foto) e Simeone Sardella. Per loro il 22enne non c’entra nulla con la morte del chiaravallese.  

A questo punto, senza una prova scientifica o biologica, torna tutto in discussione e il delitto di Giancarlo Sartini diventa sempre più giallo. C’è però da chiedersi come mai il giovane si è contraddetto se era sereno. Perché avrebbe chiesto ad un amico di reggere l’alibi nel caso in cui fosse stato messo sotto torchio? Come si spiegano le conversazioni registrate in cui si parlando con la madre si sarebbe mostrato nervoso per “quella maglietta lasciata lì”. Quale Marina Magistrelli-3maglietta? Per il pm Paolo Gubinelli è un pezzo della t-shirt dell’aggressore, rimasta tra le mani della vittima che, prima di esalare l’ultimo respiro, ha tentato di fermare il suo assassino. E poi c’è la frase choc, quella in cui il romeno paventerebbe l’ipotesi di “far fuori” un amico, diventato “scomodo” dopo esser entrato nella lista dei testimoni ascoltati dagli inquirenti.

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Ma è anche vero che nelle intercettazioni l’indagato non parla mai di omicidio, non tira mai in ballo Sartini e no ha fa mai una confessione esplicita. E tutte queste frasi quanto meno ambigue si spiegherebbero col fatto che il ragazzo avrebbe avuto un difficile rapporto con la madre, tanto da fingere di essere coinvolto per mettere alla prova la fiducia di chi lo ha messo al mondo. Possibile? Intanto lui resta in carcere, mentre la procura attende tutti i risultati del Ris.

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