Omicidio del pusher, assolta la fidanzata del bodyguard

Secondo il giudice la 34enne non ha coperto, con il suo silenzio davanti agli inquirenti, l'ex A. L., indagato per il duplice omicidio di San Faustino di Cingoli. L'avvocato Moscoloni: "Soddisfatti ma resta amarezza per processo senza prove durato 4 anni"

Assolta. M. B. non ha aiutato, con quella che dagli inquirenti era considerata una condotta reticente, il responsabile (o i responsabili) dell'uccisione di due pusher maghrebini, avvenuta nel 2011 a San Faustino di Cingoli. Così è stato deciso ieri dal giudice monocratico Daniela Bellesi del Tribunale di Macerata al termine del processo che vedeva la 34enne falconarese imputata di favoreggiamento in omicidio. Il pm aveva chiesto un anno di reclusione.

La donna, allora fidanzata di A. L., bodyguard coinvolto con M. P. nell'indagine, secondo l'accusa non avrebbe detto fino in fondo ciò che sapeva del delitto. All'epoca la giovane venne anche arrestata nello stupore generale. Ieri l'assoluzione per insufficienza di prove. "L'imputata si è tolta un gran peso – commenta l'avvocato Giancarlo Moscoloni, difensore della falconarese – ma non lo possiamo certo considerare un giorno di festa. Resta l'amarezza per i 4 giorni di reclusione e per un procedimento penale durato 4 anni, senza prove e con una ribalta medicatica di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Diciamo che era accanto alla persona sbagliata nel momento sbagliato".

I fatti risalgono al 25 maggio 2011, giorno del ritrovamento in zona San Faustino di Cingoli dei corpi carbonizzati e colpiti da proiettili di due pusher marocchini. Secondo gli inquirenti, ad opera proprio di A. L. e M. P.

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