Cronaca Osimo

Omicidio di Osimo, veterinario ucciso con 15 coltellate: chiesti 18 anni per Andreucci

Secondo il pm Marco Pucilli sarebbe stato un debito di 3mila euro il principale movente che avrebbe spinto Valerio Andreucci ad uccidere Olindo Pinciaroli

Un debito di 3mila euro utilizzato per acquistare della droga. Sarebbe stato questo il movente che avrebbe spinto Valerio Andreucci ad uccidere il suo datore di lavoro Olindo Pinciaroli, colpito a morte lo scorso 21 maggio con 15 coltellate. A dirlo è il pm Marco Pucilli, che per il 24enne ascolano ha chiesto una condanna a 18 anni di carcere.

Andreucci e Pinciaroli viaggiavano a bordo di un'ambulanza veterinaria che li avrebbe condotti in un maneggio di Osimo. E' proprio all'interno del mezzo che sarebbe scoppiata l'ira di Andreucci che coltello in mano avrebbe ucciso il suo datore di lavoro. L'uomo, difeso dagli avvocati Vittorio Palamenghi, Massimino Luzi in collaborazione con l'avvocato del foro di Ancona Veronica Della Monaca, si trova recluso a Montacuto con l'accusa di omicidio volontario premeditato e calunnia, visto che in un primo momento aveva attribuito le responsabilità dell'omicidio ad un uomo estraneo ai fatti. Al termine della requisitoria il pm ha chiesto 18 anni di carcere per entrambi i capi d'accusa. Il giudice ha ammesso il rito abbreviato con riserva di un'eventuale integrazione istruttoria. Si sono costituite parti civile le sorelle di Pinciaroli e la moglie con la decisione che è stata rinviata per le repliche e la sentenza al 12 aprile.

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