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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca Osimo

Tarik condannato all’ergastolo: uccise la moglie Ilaria di botte

Carcere a vita per il marocchino di 42 anni autore del femminicidio a Padiglione di Osimo. La difesa: «Ricorreremo in appello. Le suggestioni hanno pesato più delle prove». Risarcimento danni alle due figlie di 400mila euro ciascuna

ANCONA - Tarik El Ghaddassi rimarrà in carcere a vita. La Corte di Assise questa mattina ha condannato il marocchino 42enne all’ergastolo per aver ucciso di botte la moglie, Ilaria Maiorano, nella notte tra il 10 e l’11 ottobre del 2022 a Padiglione di Osimo. Il verdetto per il femminicidio di Ilaria Maiorano, 41 anni, mamma di due bambine minorenni, osimana, è arrivato dopo due ore di camera di consiglio ed è stato letto in aula dal giudice Carlo Cimini. Presenti sia l’imputato, portato in tribunale dal carcere di Montacuto (dove è recluso dal giorno del delitto) che i familiari della vittima, madre e fratello. La Corte ha riconosciuto tutte le aggravanti contestate dalla Procura. Tarik è accusato di omicidio volontario pluriaggravato dalla crudeltà, dai futili motivi, dai maltrattamenti, dalla presenza delle figlie minorenni e da quella di aver commesso il fatto durante l'esecuzione di una pena visto che era agli arresti domiciliari. Un uomo «malato di gelosia» arrivato anche «a cancellare le tracce del reato», aveva detto il procuratore aggiunto Valentina D’Agostino nell’udienza svolta a maggio, quella dove aveva chiesto il carcere a vita.

La difesa di Tarik, rappresentata dall’avvocato Domenico Biasco, aveva chiesto l’assoluzione per il capo di imputazione contestato e puntava piuttosto all’omicidio preterintenzionale. «Faremo appello - ha detto il legale - perché le suggestioni hanno pesato più delle prove». I familiari di Ilaria erano parte civile con l’avvocato Enrico Ciafardini. Le figlie, affidate ad un tutore, l’avvocato Arianna Benni, si erano costituite parte civile con l’avvocato Giulia Marinelli. Tarik è stato condannato a pagare come risarcimento danni 400mila euro per ciascuna figlia, 250mila euro alla madre Silvana Salvatore, 165mila euro al fratello Daniele Maiorano e 5mila euro ad una associazione in difesa delle donne “Il giardino segreto”. Per le motivazioni della sentenza la Corte si è presa 90 giorni.

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