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La scientifica analizza il furgone

La scientifica analizza il furgone

Omicidio di Osimo, troppe contraddizioni e quelle ferite sospette sulle mani del fermato

Tagli da maneggiamento di un coltello, non con un'aggressione. È quanto sostiene la Procura nonostante il 23enne collaboratore della vittima continui a professarsi innocente

Le ferite riportate da Valerio Andreucci, il 23enne di Ascoli fermato come presunto autore dell'omicidio di Olindo Pinciaroli, non sarebbero compatibili con la sua testimonianza. Il giovane, interrogato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona e della Compagnia di Osimo durante tutta la notte e fino all'alba di oggi, ha detto di essere innocente e continua a sostenere la versione iniziale. Alla fine è entrato in caserma come persona informata sui fatti ed è uscito indagato per omicidio volontario, dice di aver ricevuto botte, fendenti ma di essere riuscito a scappare da un agguato. Una ricostruzione che non ha convinto per nulla gli investigatori, coordinati dal pm Marco Pucilli.

LE FERITE ALLE MANI. Soprattutto alla luce del certificato medico rilasciato dall'ospedale di Osimo nel quale Andreucci è stato trasportato per le cure del caso. Il giovane, oltre a un colpo di frusta e dolori alla testa, ha riportato un paio di tagli alle mani. Uno tra il dito medio e l'anulare della mano destra e uno al pollice della mano sinistra. Ferite che però sarebbero più compatibili con il maneggiamento di una lama piuttosto che con una aggressione. C'è di più. Già, perché sull'ambulanza veterinaria non sono presenti ammaccamenti riconducibili a uno speronamento e sulla scena del crimine non ci sono tracce della presenza di altri uomini. Intanto i carabinieri hanno ritrovato l'arma del delitto. Si  tratta di un coltello simile a quelli da cucina, con una grande lama e il manico in acciaio. Capire se si tratta di un attrezzo compatibile con il lavoro della coppia o se si tratta di un'arma portata appositamente è uno dei compiti degli investigatori.

SANGUE E CONTRADDIZIONI. Non solo le ferite perché ci sono almeno altri due elementi che non convincono, emersi durante l'interrogatorio a cui Avvocato Gianluca Conti-2erano presenti gli avvocati Gianluca Conti (foto a sinistra) e Alessandro Rocco  (foto a destra). Se il giovane fosse Alessandro Rocco-2davvero fuggito da un aguato perché sarebbe stato trovato sporco di sangue? Infatti quando i carabinieri lo hanno ritrovano in posizione fetale in mezzo al campo, il giovane era molto sporco del sangue, si presume, della vittima. E poi le contraddizioni, tante nel suo racconto. Riguardo ad alcuni particolari dei fatti, sarebbe più volte tornato sui suoi passi, per poi riconfermarli successivamente. 

GIALLO SULLA POSIZIONE DELCADAVERE. Nella seconda ipotesi la posizione del fermato potrebbe aggravarsi ulteriormente. L'arma è stata trovata a un centinaio di metri dal furgone, buttata in un campo sullo stesso lato del rinvenimento del mezzo. Andreucci invece è stato trovato ranicchiato e in stato di choc in un campo ma dall'altro lato della strada. Un altro giallo riguarda il corpo di Pinciaroli. I carabinieri lo hanno trovato a terra vicino allo sportello aperto lato passeggero. Tuttavia ci sono tracce di sangue anche sulla parte anteriore dell'ambulanza veterinaria ed è per questo che non si esclude che la vittima possa essere stata anche investita, oltre che accoltellata. Il pm Pucilli, sempre oggi, chiederà l'autopsia sulla salma di Pinciaroli, che con ogni probabilità sarà eseguita da Adriano Tagliabracci, primario della Medicina Legale dell'ospedale regionale di Torrette, e la convalida del fermo. La famiglia – ieri il padre e la madre gli sono stati sempre vicini – ha nominato difensore l'avvocato Alessandro Angelozzi del Foro di Ascoli Piceno. Il legale è già ad Ancona per visionare le carte e parlare con il suo assistito che, al momento, si trova recluso nel carcere di Montacuto.

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