Omicidio di Osimo, «avevo fatto uso di droga»: Andreucci resta in carcere

Il Gip non ha convalidato il fermo perché ha ritenuto non ci fosse il pericolo di fuga, ma ha comunque confermato la misura di custodia in carcere per gravi indizi di colpevolezza

Valerio Andreucci

«Avevo fatto uso di droga, non ricordo più nulla». E’ quanto detto stamattina durante l’interrogatorio di garanzia da Valerio Andreucci, il 23enne di Ascoli fermato dal pm Marco Pucilli come presunto autore dell'omicidio di Olindo Pinciaroli, il veterinario 53enne di Montelupone trovato morto domenica mattina vicino alla sua ambulanza veterinaria, ferma in uno spiazzo della strada Chiaravallese ad Osimo. Il Gip Carlo Cimini, preso atto dello stato confusionale del giovane, non ha convalidato il fermo perché ha ritenuto non ci fosse il pericolo di fuga, ma ha comunque accolto la richiesta della Procura di Ancona confermando la misura di custodia in carcere per gravi indizi di colpevolezza e per il pericolo di reiterazione del reato. Dunque il giovane ha ammesso di aver fatto uso di cocaina sabato sera, di aver dormito poco e di non ricordare nulla, se non il preciso istante in cui guidava. A quel punto della strada ha visto un'auto bianca avvicinarsi all’ambulanza veterinaria con le 4 frecce. I presunti assalitori da cui Andreucci sarebbe scappato? Ormai non è sicuro più nemmeno questo dopo aver dichiarato di non ricordare neppure di aver mai parlato di un agguato.

«Il ragazzo è ancora stralunato, ha cercato di parlare ma non era perfettamente cosciente e se ne è accoro anche il pubblico ministero» ha detto l’avvocato Alessandro Angelozzi del foro di Ascoli Piceno all’uscita dal carcere di Montacuto. Di sicuro sarà fondamentale l’autopsia che nelle prossime ore eseguirà il primario del reparto di Medicina Legale dell’ospedale regionale Adriano Tagliabracci, per capire che cosa di preciso ha ucciso il medico maceratese. 

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