Delitto Collemarino: trovato un flacone di anabolizzanti nell’auto di Giustini

Nonostante per il pm il caso Giustini sia praticamente chiuso, ci sono ancora diversi elementi su cui fare luce. L'ex ferroviere intanto è ancora piantonato h24 a Torrette, in attesa dell'esito della perizia

Trovato un flacone di anabolizzanti nell’auto di Luca Giustini, il 34enne macchinista di Trenitalia che ha ucciso la figlioletta di 18 mesi con 30 coltellate, oggi piantonato nel reparto di Psichiatria di Torrette. Dunque, nonostante per il pm Andrea Laurino il caso Giustini sia praticamente chiuso, ci sono ancora diversi elementi su cui fare luce. In primis proprio quelle pasticche di Oxandrolone, trovate dai carabinieri del nucleo operativo di Ancona nell’auto dell’indagato e poi sequestrate. Si tratta di farmaci anabolizzanti sottoposti ad una vendita controllata per curare i ritardi di crescita nei maschi. Ma che, nel sottobosco del culturismo, vengono ricercati per ottenere una crescita innaturale della massa muscolare attraverso l’aumento di testosterone. Per sapere se quelle sostanze dopanti fossero nel sangue di Giustini si dovranno aspettare i risultati della analisi, ancora in corso. Non è un dettaglio sapere se Giustini assumesse Oxandrolone, dato che quella sostanza potrebbe anche aver gravato sulle già precarie condizioni mentali dell’uomo.

IN OSPEDALE. Giustini è ancora piantonato 24 ore su 24 nel reparto di Psichiatria dell’ospedale regionale. Il 34enne, che in queste settimane sta lentamente riprendendo contatto con la realtà, ricorda quel giorno del 17 agosto in cui colpì a morte la sua figlia preferita, mentre dormiva nel suo lettino. E’ ancora lì, in attesa di concludere il ciclo di perizie psichiatriche che la procura ha affidato a Renato Ariatti, l’esperto che si è già occupato dell’omicidio di Cogne. E’ lui che ha il compito di fugare l’unico dubbio fondamentale per la prosecuzione delle indagini: Luca Giustini è capace di intendere e di volere? A seconda della conclusione che trarrà lo psichiatra, si deciderà il suo destino.

DINAMICA UFFICIALE. Per gli investigatori ormai non ci sono dubbi su come siano andate le cose il 17 agosto nell’appartamento di via Patrizi 1. Erano le 14 quando Giustini, che dice di aver agito sotto l'impulso di alcune "voci" che sentiva, ha impugnato un coltello da tavola col manico in plastica e si è diretto nella cameretta delle bimbe. Lì c’era solo Alessia che dormiva nel suo lettino. L’ha guardata e l’ha colpita con vari fendenti fino a quando non si è spezzato il manico. Poi, con la freddezza di un automa, è tornato in cucina, ha riposto il coltello rotto ne ha impugnato un altro, un coltello da cucina in acciaio. E’ tornato di là e l’ha pugnalata con altri 5 colpi che però, questa volta, non le hanno lasciato scampo.

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