Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Uccise l'ambulante che chiedeva l'elemosina: niente ergastolo per Filippo Ferlazzo

Filippo Ferlazzo, l'aggressore di Ogorchukwu, ambulante nigeriano ucciso barbaramente a Civitanova Marche nel 2022 è stato condannato a 24 anni, ma ha evitato l'ergastolo richiesto dall'accusa

Aveva solo chiesto l'elemosina e toccato il braccio alla compagna dell'aggressore. È bastato questo a scatenare la violenza cieca che ha portato al massacro di Alika Ogorchukwu. L'ambulante nigeriano è stato ucciso a Civitanova Marche da Filippo Ferlazzo, trentatreenne salernitano il 29 luglio 2022. E oggi, a distanza di più di un anno arriva la sentenza della corte di Assise di Macerata che ha condannato l'assassino a 24 anni di reclusione. 

Importante, per i giudici, è stata la dinamica dell'omicidio. Dopo aver colpito la vittima con una stampella che Ogorchukwu usava per camminare, l'aggressore era salito su di lui a cavalcioni schiacciandogli il collo e la testa. La morte dell'ambulante sarebbe stata provocata dallo schiacciamento del corpo e dal soffocamento. 

La moglie dell'ambulante ucciso: "Giustizia è fatta". Ma l'ergastolo è evitato 

"Giustizia è stata fatta, 24 anni di carcere vanno bene": così Charity Oriakhi, moglie di Alika Ogorchukwu, ha commentato la sentenza.  Particolarmente scossa, la donna ha ripetuto più volte di "accettare" la condanna decisa dai giudici della corte di Assise. Ha seguito l'intera udienza stando seduta nelle file dietro i legali, al momento della lettura della sentenza non ha avuto alcuna reazione apparente: a far trasparire il suo stato d'animo soltanto gli occhi lucidi. Una condanna non scontata: la difesa aveva chiesto di derubricare il reato da omicidio volontario a preterintenzionale chiedendo una pena al regime carcerario per le condizioni psichiche di Ferlazzo. "Ferlazzo non era in grado di comprendere che la sua azione era sproporzionata rispetto all'accaduto - ha sottolineato il legale difensore, aggiungendo che - il mio assistito non è una persona sana e ha un grave disturbo della personalità".

I giudici della corte di assise di Macerata non hanno accolto invece la richiesta dell'ergastolo che era stata avanzata dal pm, ma hanno concesso le attenuanti generiche, equivalenti alle aggravanti, applicando così la pena massima che in questi casi è di 24 anni. Una pena che Ferlazzo, giovane di origine campana, dovrà scontare in carcere, nonostante le richieste della difesa. Sul fronte del risarcimento i giudici hanno concesso, al momento, una provvisionale di 350 mila euro a favore della moglie e del figlio di Alika e 40 mila euro ciascuno agli altri membri della famiglia ammessi come parti civili. L'imputato è stato invece assolto per il reato di rapina, nonostante dopo l'aggressione mortale si fosse ritrovato in tasca il telefono cellulare del nigeriano ucciso.

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