Cronaca Castelfidardo

Omicidio di Castelfidardo: oggi l’autopsia, si attende la perizia psichiatrica

È prevista per oggi l'autopsia sul corpo di Ada Vivani, la donna di 84 anni uccisa dal figlio psicolabile a Castelfidardo. Gli inquirenti sono anche in attesa della perizia medica del reparto psichiatrico di Torrette

La vittima, Ada Vivani

È prevista per oggi l’autopsia sul corpo di Ada Vivani, la donna di 84 anni uccisa da suo figlio a Castelfidardo martedì pomeriggio: l’uomo, Giovanni Occhiodoro, 53 anni, da anni gravemente affetto da turbe psichiatriche, ha rotto la testa della madre colpendola con il gesso che portava al braccio destro. L’esame autoptico di oggi aiuterà a chiarire la dinamica dell’omicidio.

LA RICOSTRUZIONE. La prima ricostruzione degli inquirenti, alla luce delle tracce di sangue rilevate, sostiene che l’uomo avrebbe spinto la madre verso il muro della camera da letto, facendole battere il capo contro lo stipite della porta e quindi cadere sul pavimento. A quel punto sarebbero stati inferti i colpi mortali alla testa, 5 o 6, che si sarebbero concentrati in modo particolare sulla parte sinistra del volto. La donna potrebbe essersi riparata con gli avambracci procurandosi alcune fratture, ma questo aspetto sarà chiarito con l’esame di oggi.

RAPTUS DI FOLLIA. Fino al giorno della tragedia, come riporta anche il Messaggero di oggi, la vita di Giovanni Occhiodoro si era svolta nei limiti della normalità consentita dalla sua condizione psichica: l’uomo aveva la patente di guida e lavorava come operatore con borsa-lavoro alle scuole elementari Mazzini di Castelfidardo. Quattro diversi medici, nei reparti ospedalieri o nei centri di salute mentale di Civitanova, Ancona e Osimo, avevano infatti certificato la compatibilità del suo stato di salute mentale con le attività lavorative e la convivenza con l’anziano genitore.
Ma dopo l’ultimo ricovero avvenuto a Torrette lo scorso dicembre, dal quale era uscito il 5 gennaio, l’uomo aveva smesso di assumere regolarmente gli psicofarmaci, manifestando un crescendo di comportamenti aggressivi che sono sfociati con il raptus omicida, scattato – a quanto sembra – proprio in seguito all'ennesimo rimprovero della donna che da 20 anni si occupava di lui ed era molto preoccupata della sua discontinuità nel prendere le medicine.
Il pm Irene Bilotta non ha infatti potuto avere un dialogo con l’arrestato, che secondo quanto riportato ha continuato a pronunciare frasi sconnesse come nei momenti subito dopo l’omicidio della madre, forse identificata con il diavolo. Occhiodoro avrebbe infatti detto più volte: “Ho ucciso la bestia, voleva ammazzare il Papa”.

PERIZIE. La Procura è in attesa della perizia medica del reparto psichiatrico di Torrette, dove Occhiodoro è ricoverato sotto sedazione e in stato d’arresto, piantonato dai carabinieri, così come si attende di ricostruire la storia clinica dell'omicida, tutti elementi fondamentali per capire se l’uomo fosse in grado di intendere e di volere al momento dell’omicidio. L’interrogatorio di garanzia è fissato per domani alle 9 e 30.

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