Omicidio Bordea, sentenza d'Appello: pena ridotta per Maria Andrada

La Corte d'Appello delle Marche ha ridotto al pena di Maria Andrada che in primo grado era stata condannata per omicidio a 16 anni d 2 mesi di carcere per l'omicidio del marito, dopo che il pm aveva chiesto proprio 16 anni

La Corte d'Appello

La Corte d'Assise d'Appello delle Marche ha ridotto al pena di Maria Andrada che lo scorso febbraio in primo grado era stata condannata per l'omicidio del marito a 16 anni d 2 mesi di carcere dopo che il pm Giovanna Lebboroni aveva chiesto proprio a 16 anni. Oggi (27 gennaio) i giudici di secondo grado hanno accolto la l'istanza della difesa sostenuta dagli avvocati Jacopo Saccomani e Alessio Stacchiotti (in foto), che avevano chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche sulle aggravanti. E così i giudici hanno accolto, riducendo la pena della donna a 14 anni e 20 giorni.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La rumena resta comuqne la responsabile dell'omcidio del marito Dimitru Bordea, ucciso il 3 marzo del 2104 a coltellate mentre era seduto sulla sedia della cucuina. Maria Andrada, quella sera, ha approfittato di un momento di debolezza del marito per impugnare un coltellaccio da cucina e colpirlo a morte con 6 fendenti tra petto e collo. Di questi uno è stato fatale, quello alla giugualare, che ha provocato il dissanguamento della vittima in poco tempo. Il tutto mentre la figlia più grande (6 anni) era a casa. Proprio la sua testimonianza, ascoltata con la formula dell’incidente probatorio, fu fondamentale ai fini delle Saccomani---Stacchiottiindagini. Un delitto nato dopo mesi di problemi familiari in cui il rumeno, ben voluto e conosciuto ad Agugliano, aveva perso il lavoro poco dopo la moglie. Una disgrazia da cui non si sarebbe più ripreso, cominciando a bere e abdicando al ruolo di padre e marito dentro le mura di casa.  La disoccupazione e le difficoltà economiche lo avevano portato in uno "stato depressivo" tale da rinunciare al ruolo di marito e di padre e buttandosi nell’alcool. Una condizione familiare dura, esplosa nell'efferato omicidio della 26enne. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Dramma familiare, mamma e papà ricoverati: bimbo di 5 anni resta completamente solo

  • Coronavirus, facciamo chiarezza: quali sono i sintomi e come si trasmette

  • Contagi nelle Marche, trend in aumento: ad Ascoli si fanno più tamponi

  • Il Coronavirus blocca anche il paradiso: Italo, il "survivor" solitario che vive di pesca e cocco

  • Una passeggiata da 400 euro, primo pedone "fuori quartiere" multato dalla polizia

  • Il rubinetto diventa flussimetro per respiratori, l'invenzione dei cardiologi in un tutorial

Torna su
AnconaToday è in caricamento