Cronaca Collemarino

Bimba uccisa dal padre a Collemarino

Gli inquirenti hanno tentato già domenica di interrogare l'uomo che però, visto il suo grave stato confusionale, è stato ricoverato in ospedale. Ci sarà da attendere l'interrogatorio dell'indagato

Il luogo della tragedia

Uccide la figlia di 18 mesi a coltellate e poi, sconvolto dal suo stesso gesto, chiama la moglie per chiedere aiuto. E’ il dramma che si è consumato domenica in una palazzina del quartiere di Collemarino. Le urla strazianti della madre e dei parenti accorsi sul posto hanno rotto il silenzio del quartiere a nord di Ancona, in quella che sembrava una tranquilla domenica d’agosto. E invece no. E’ successo quello che nessuno si sarebbe mai aspettato. «Gli ha dato una coltellata ed è morta. Non ce la faccio» gridava la nonna materna che, segnata dalle lacrime, non poteva accettare di perdere così la sua amata nipotina. Soprattutto perché, a compiere quel terribile gesto, sarebbe stato il padre: Luca Giustini (nella foto), 34 anni dipendente delle Ferrovie dello Stato, conosciuto da tutti come una persona tranquilla, semplice, dedito alla famiglia e al calcetto, anche se qualcuno, che abita nella sua stessa via, sostiene che negli ultimi tempi il suo umore era cambiato e che era apparso più serio e pensieroso.

I FATTI. Secondo una ricostruzione dei carabinieri di Ancona, è successo tutto alle 14 quando l’uomo ha chiamato la moglie in stato di agitazione, facendole capire che era successo qualcosa di grave. La donna, che nel frattempo era andata al mare, in attesa che il marito la raggiungesse, si è precipitata a casa insieme a suo padre. Quando sono saliti al terzo piano del palazzo (sopra la caserma dei carabinieri di Collemarino) la madre, disperata, ha chiamato i Luca Giustini-2soccorsi. Nel frattempo, richiamati dalle urla, i carabinieri che erano in caserma sono scesi in cortile per vedere che cosa stesse succedendo. E’ lì che hanno visto il nonno con la piccola in braccio, in cerca di aiuto. Immediato l’arrivo dell’ambulanza. Ma ormai, per la povera piccina, non c’era più nulla da fare. Sul posto, ad oggi sotto sequestro, sono intervenuti carabinieri e agenti della polizia scientifica.

INDAGINI. Verso le 16 è arrivato anche il sostituto procuratore Andrea Laurino che ha subito disposto l’arresto in flagranza di reato per Giustini che ora è indagato per omicidio volontario. Gli inquirenti hanno tentato già domenica di interrogare l’uomo che però, visto il suo grave stato confusionale, è stato ricoverato in ospedale. Ci sarà da attendere l’interrogatorio dell’indagato dunque che, a questo punto, sarà fondamentale per capire che cosa ha scatenato quel delirio, che ha portato il 34enne anconetano a uccidere suo figlio.

Oggi in via Patrizi c’è un silenzio assordante, che riflette lo sbigottimento e il dolore del quartiere per una così immane tragedia. Fuori del palazzo non ci sono fiori o segni tangibili di quel lutto schiacciante che i cittadini, ma ovviamente e soprattutto la famiglia, stanno vivendo nel privato dei loro cuori.

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