Omicidio di Ascoli, un'unica coltellata al collo. Il nipote confessa: «Me lo ha detto Santa Rita»

L'accusato ha impugnato un grosso coltello da cucina con una lama di circa 30 centimetri, subito ritrovato dai militari, e poi l’ha colta alle spalle sferrandole un unico colpo all’altezza del collo

I Carabinieri sul luogo del delitto

Le è arrivato alle spalle e l’ha colpita con un unico deciso fendente. E’ stata uccisa così Irma Giorgi, la 70enne trovata senza vita ieri sera nel suo appartamento di Fonte di Campo, frazione di Ascoli Piceno. Lì dove viveva con la sorella, il cognato e il nipote. In casa c'era proprio quest’ultimo quando, intorno alle 16, sono rientrati i genitori e hanno trovato la donna riversa sul pavimento della cucina in un lago di sangue. Poco distante c’era lui, figlio della sorella e del cognato della vittima, un uomo affetto da gravi problemi psichiatrici e da anni in cura al centro di Igiene Mentale di Ascoli. I coniugi hanno subito dato l’allarme al 112 e sul posto sono arrivati i Carabinieri della stazione, del Nucleo Operativo e del Reparto Investigativo. Fin da subito il faro delle indagini si é acceso sulla famiglia della donna uccisa, in particolare sul nipote, che stamattina all’alba dopo ore di interrogatorio ha ceduto alle pressioni degli inquirenti confessando di aver accoltellato la zia. Nessun movente. Non c’è un motivo, quanto meno razionale, perché a muovere la mano del nipote sarebbero state le voci che affollavano la sua labile mente in cui si susseguivano momenti di lucidità ad altri di delirio. «L’ho fatto perché me lo ha detto Santa Rita» ha dichiarato l’indagato ai carabinieri che, nel frattempo, in casa non avevano trovato segni di effrazione né di colluttazione. Tutti elementi indiziari da unire alle indagini fatte sul passato della famiglia della Giorgi, fino ad incasellare tutte le tessere di un mosaico ricomposto in poche ore dai carabinieri che, alla fine, hanno dichiarato l’uomo in stato di arresto con l’accusa di omicidio. L'omicida ora si trova nel carcere di Marino del Tronto. 

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Secondo gli investigatori, guidati dal comandante provinciale il Tenente Colonnello Ciro Niglio, il 40enne ha impugnato un grosso coltello da cucina con una lama di circa 30 centimetri, subito ritrovato dai militari, e poi l’ha colta alle spalle sferrandole un unico colpo all’altezza del collo. Anche se sarà solo l’autopsia del medico legale Pietro Alessandrini, che già sul luogo del delitto aveva effettuato i primi rilievi per stabilire l'ora del decesso, a determinare con esattezza l'eventuale presenza di altre coltellare e i dettagli di quei minuti in cui il nipote si è accanito sulla zia, uccidendola senza che lei neppure se ne rendesse conto. 

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