Cronaca

Obeso il 9% dei marchigiani, la sanità avverte: «Non è solo problema estetico»

Diabete, problemi cardiaci: sono tante le patologie che insorgono con l'obesità. Allarme bambini: il 20% è in sovrappeso, il 10% è obeso. E l'ospedale di Torrette lancia un'equipe

Il 9% dei marchigiani è obeso. Il 38% è sovrappeso. Ogni anno all'ospedale di Ancona si presentano 350 pazienti obesi alla ricerca di cure. Di questi, dopo attenta valutazione medica, circa 50 vengono candidati per un intervento chirurgico. Anche nella nostra regione la guardia è alta contro l'obesità, una vera e propria piaga che costa all'Italia ben 9 miliardi di euro l'anno tra spese a carico del Sistema Sanitario Nazionale e costi indiretti (perdita di produttività, mortalità precoce, eccetera). Ad Ancona, l'azienda Ospedali Riuniti, ha organizzato un'equipe multidisciplinare, coordinata dal professor Albano Nicolai, direttore dell'Unità di Dietetica e Nutrizione Clinica, per affrontare l'obesità in tutti i suoi aspetti. A seguire il paziente ci sono oltre al dietologo anche l'endocrinologo, il pneumologo, il cardiologo, il gastroenterologo, il chirurgo, l'anestesista, il chirugo estetico ma anche lo psicologo

«Il paziente obeso è quasi sempre diabetico, si ammala di più di tumore, ha problemi cardiorespiratori – spiega Annamaria Offidani, capo dipartimento Medicina e Chirurgia – Noi dobbiamo dare risposte concrete e la multidisciplinarità è garanzia di qualità e sicurezza». L'equipe di Ancona esiste informalmente già da qualche anno. Ora però si passa a una strutturazione ufficiale. Che coinvolge anche l'Università e la ricerca. «Dove non ci sono soluzioni – commenta Saverio Cinti, direttore del Centro Obesità dell'Università Politecnica delle Marche - occorre aumentare la ricerca. Le scoperte vanno girate subito all'equipe. L'obesità non è un problema estetico ma è foriera dello sviluppo di altre patologie". Una mano importante. Basti pensare che proprio i ricercatori dorici hanno scoperto come dall'obesità si passa al diabete e l'esistenza delle cellule adipose brune, veri e propri bruciagrassi che si attivano stimolati dal freddo. «Oltre a una dieta sana e al movimento fisico – aggiunge Cinti - non bisogna esporsi al caldo eccessivo. La temperatura delle case è aumentato di 2 gradi e anche questo incide. La temperatura ideale? Direi 19/20 gradi». 

I dati marchigiani sono inferiori alla media nazionale. «Questo avviene – conclude Nicolai – perché nella nostra regine c'è un'alta percentuale di impianti sportivi e la gente fa sport. Tuttavia non possiamo stare tranquilli. Siamo sotto di appena un paio di punti e come obesità infantile siamo in linea con il 10% del dato nazionale». L'obesità, insomma, «non è più una prerogativa solo degli americani – denuncia Michele Caporossi, dg di Ospedali Riuniti – Abitudini come lasciare i bambini davanti alla tv con un pacco di patatine rischiano di cambiare il corso del primato di aspettativa di vita. Oggi siamo primi con Giappone e Islanda ma domani? L'obesità porta all'insorgere di malattie croniche e abbassa l'aspettativa di vita. La nostra missione primaria non è fare interventi ma prevenire i cattivi stili di vita e le cattive abitudini alimentari. La Regione si sta impegnando a livello interdisciplinare con un valido programma in grado di affrontare la questione da tutti i punti di vista, compreso quello chirurgico, previsto, però, soltanto per i casi più gravi».

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