Sterminio di nutrie con le gabbie trappola, arrivano carabinieri e Legambiente

Le segnalazioni circolate sui social network hanno trovato riscontro con un sopralluogo dell'associazione ambientalista e dei carabinieri

La nutria in trappola

Le segnalazioni via Facebook che venerdì scorso raccontavano di diverse nutrie morte tra Loreto e Porto Recanati hanno trovato riscontro in un sopralluogo di Legambiente e carabinieri. In un campo privato di Montorso, in particolare, l’associazione ambientalista e i militari hanno trovato diversi esemplari senza vita in un fosso. In una gabbia trappola c’era invece una nutria ancora viva ma agonizzante. Chi ha installato quel dispositivo? Pare il Comune di Loreto. Lo conferma un cartello nella zona che ne segnalava testualmente la “postazione di cattura” in ottemperanza al piano regionale, avrebbe autorizzato il posizionamento della trappola per ridurre la popolazione di nutrie nella zona.

Il destino della nutria catturata sembrava ormai tracciato. Sul posto, infatti, si è presentato anche il dipendente di una ditta di disinfestazione che aveva il compito di prelevare l’animale per poi abbatterlo, trovando subito la reazione sdegnata dei rappresentanti di Legambiente. Le nutrie infatti sono sì infestanti per la flora e i campi coltivati, ma del tutto innocui per l’uomo: «Siamo nel 2019 e ci sono una serie di metodi alternativi per ridurre la popolazione delle nutrie – ha commentato Sara Bufarini, guardia zoofila di Legambiente-  uno su tutte è la sterilizzazione. Capisco che le nutrie siano considerate infestanti, ma devono essere contenute tramite progetto ad hoc o una campagna di sterilizzazione e non catturandole attraverso gabbie trappola, tenendole chiuse per ore o giorni mentre attendono qualcuno che arriverà ad abbatterle. E’ un comportamento crudele nei confronti di animale innocuo». Il sopralluogo ha richiamato l’attenzione anche di diversi passanti. I carabinieri di Loreto hanno stilato un verbale sulla vicenda. 


 

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