Nuovo Inrca, ripartono i lavori dopo il Covid: «L'ospedale sarà terminato entro il 2022»

Sopralluogo del governatore Luca Ceriscioli: «Vedere il cantiere riaperto ripaga di tutti gli sforzi fatti». Già a marzo l’elevazione del primo piano

Il progetto del nuovo Inrca

Circa 100 milioni di investimento comprese le opere di viabilità per 11 milioni, 16 mila mq di superficie della platea di fondazione (come 2 volte e mezzo un campo da calcio), 298 pilastri con isolatori “a pendolo” e dissipatori per una garanzia antisismica di 4° livello,  326 posti letto di cui 10 di terapia semintensiva. Sono questi alcuni numeri che caratterizzano il nuovo ospedale Inrca di rete nella zona Aspio di Camerano, i cui lavori sono ripresi. Questa mattina il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, ha raggiunto il cantiere per un sopralluogo, insieme ai tecnici regionali e dell’impresa appaltatrice ConsCoop (capofila delle imprese), al direttore generale dell’Inrca, Gianni Genga, alla sindaca di Camerano, Annalisa Del Bello e a Fabio Sturani, responsabile della segreteria del presidente, che ha curato il raccordo tra i soggetti nelle diverse fasi dell’iter burocratico. 

«Siamo alla quarta impresa che è subentrata e lavora a questa opera travagliatissima – ha esordito Ceriscioli – e tutti ci auguriamo che sia davvero la volta buona. Perché si tratta di un progetto molto valido che ha avuto un iter difficilissimo per problemi legati alle difficoltà delle imprese su scala nazionale, un iter talvolta scoraggiante per cui abbiamo dovuto rifinanziare i lavori ogni anno e affrontare attività legali-amministrative aggiuntive davvero impegnative per la struttura regionale. Ma ora siamo fiduciosi perché vedere qui 30 operai che lavorano e diventeranno presto 45, le gru che si muovono e un cronoprogramma serrato - parliamo di marzo prossimo per la prima elevazione - ridà senso agli sforzi compiuti. Per un ospedale che sarà a servizio della zona sud di Ancona, che insieme a Torrette coprirà tutta l’area metropolitana del capoluogo in maniera equilibrata. Un’opera davvero molto importante, integrata con Osimo e che diventerà un punto di riferimento del sistema sanitario regionale. Per questo abbiamo pensato anche allo sviluppo della viabilità di collegamento che non è mai secondario rispetto alla funzionalità di una struttura sanitaria».  

L’ingegner Andrea Bartoli della Regione, illustrando gli interventi, ha infatti parlato di ultimazione della gettata dei pilastri a settembre,  elevazione del primo piano a marzo prossimo e di termine dei lavori nel 2022, compresa l’impiantistica. L’architetto Nardo Goffi, dirigente della Regione, ha illustrato le opere viarie per cui sono stati investiti 11 milioni complessivamente: oltre a un raccordo con allargamento a 4 corsie e due rotatorie anche interventi di collegamento con l’entroterra osimano nel tratto della strada provinciale . «Siamo per alcuni interventi più prossimi all’ospedale alla fase di progettazione esecutiva, per altri al contratto firmato con il Ministero e alla convenzione con Comuni e Provincia». 

«Un’opera strategica» l’ha definita Gianni Genga «fondamentale per l’area metropolitana e per il sistema regionale sanitario. Insomma un vero ospedale di rete, integrato con Osimo e infatti siamo passati a un livello superiore rispetto al progetto iniziale, aumentando dai 255 posti letto a 326, garantendo un’area semintensiva che prima l’Inrca non aveva, doppi percorsi per la sezione dell’emergenza e pronto soccorso. Abbiamo lavorato in stretta connessione con la Regione, riuscendo a riadeguare un progetto non facile. Oggi è un bel progetto, con una filosofia precisa, rivolta anche alla ricerca. Passo quasi tutte le mattine davanti al cantiere per venire al lavoro e l’augurio più grande è vederlo completato quanto prima». 

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