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Cronaca

Il compagno la picchia, lei chiama il 112: «Vi spiego come l'abbiamo salvata»

Andrea Fazi, responsabile operativo del Nue 112 di Marche e Umbria, spiega come è stato possibile intervenire immediatamente per soccorrere la donna

ANCONA- La chiamata di nascosto al 112 per chiedere aiuto, la bravura dell’operatore del Nue nel riconoscere la situazione di pericolo, la tecnologia per localizzare in maniera esatta la posizione dello smartphone da dove era partita la richiesta di soccorso. Un mix perfetto che ha permesso di salvare la vita ad una donna picchiata dal compagno finito in carcere per maltrattamenti. Sono le 9:06 del mattino del 14 marzo quando alla centrale del Nue (Numero di emergenza unico europeo 112) arriva una chiamata. L’operatore risponde, ma dall’altra parte della cornetta non parla nessuno. In sottofondo però si sentono grida e rumori, come un litigio molto acceso. L’operatore del Nue non perde tempo, geolocalizza la chiamata e la passa alla centrale operativa di secondo livello della Questura di Ancona. In men che non si dica la polizia interviene nell’appartamento dove si stava consumando la violenza. L’uomo, un 40enne, stava aggredendo la compagna, una giovane mamma, che senza farsi scoprire ha chiesto aiuto chiamando il 112 dal suo smartphonei.

«La situazione era molto delicata, la donna non ha detto nulla al telefono. È stata furba, ha inviato la chiamata in modo che arrivasse la richiesta di soccorso. La differenza l’hanno fatta due cose- spiega Andrea Fazi, responsabile operativo del Nue 112 di Marche e Umbria-. La prima è la componente umana in quanto l’operatore ha riconosciuto immediatamente la situazione di pericolo ed ha inviato i dati di localizzazione alla polizia, la seconda è la componente tecnologica. Utilizziamo l’Aml (Advanced mobile location) una tecnologia che invia alla centrale le coordinate Gps dello smartphone. La localizzazione è precisa, si arriva a vedere anche la zona del palazzo da dove è partita la chiamata. Informazione utilissima come in questo caso che non conoscevamo il nome sul citofono. L’Aml è attiva dallo scorso anno, prima un soccorso così immediato sarebbe stato impossibile in quanto la tecnologia permetteva solo di localizzare l’area della chiamata, non la posizione precisa». L’Aml funziona per le chiamate da cellulare, per identificare le chiamate da telefono fisso si fa invece riferimento al CED Interforce del Ministero dell’Interno.

Il Nue 112 Marche-Umbria è attivo da due anni. Alla centrale unica dove lavorano 50 operatori arrivano circa 4mila chiamate al giorno. «Questo numero di chiamate riusciamo a gestirlo, in estateabbiamo qualche difficoltà in più in quanto le telefonate arrivano a 5mila- afferma Fazi-. La centrale unica filtra le chiamate, generalmente circa il 50% non sono di emergenza. Questo è molto utile per le centrali di secondo livello che non devono più gestirle. Capita infatti che qualcuno chiami il 118 per chiedere qual è la farmacia di turno, altri il 113 per chiedere gli orari dell’ufficio passaporti. Altre volte si tratta di scherzi oppure parte involontariamente una chiamata dallo smartphone in tasca. A volte le persone fanno un abuso delle linee di emergenza».

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