Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Gli tolgono la figlia, minaccia di darsi fuoco: salvato da un amico

Ora l'uomo è ricoverato all'ospedale regionale di Torrette. I militari hanno trovato anche un biglietto dentro l'alloggio del papà che ha tentato il suicidio con scritto: "Tutta colpa della giustizia italiana"

I Carabinieri al Pronto Soccorso di Torrette

Il tribunale gli aveva impedito di vedere la figlia. Un dolore insopportabile per lui: un 40enne di Osimo. E così ieri ha preso una boccetta di alcol etilico e un accendino, si è ammanettato per non darsi alcuna changes di fuga e si è cosparso di liquido infiammabile, pronto a farla finita. Ma prima che potesse succedere l’irreparabile, è arrivato un suo amico che, guardando da una finestra, lo ha trovato rannicchiato in un angolo del container in cui vive. Bagnato di alcol e pronto a morire. Alla fine l’osimano è stato salvato da quell’amico: l’analista forense anconetano Luca Russo (in foto). Sono state proprio le sue parole a fermare la mano del potenziale suicidia che, al culmine della tensione, gli aveva anche puntato contro una pistola. «Stasera finisce quì e lo sapranno tutti, lo vedranno tutti» ha urlato il 40enne contro l’amico che, con grande freddezza, non ha mai indietreggiato, proseguendo nella sua opera di mediazione. Fino a quando non è riuscito ad entrare per togliergli l’accendino dalle mani. 

L’allarme è scattato mercoledì sera verso le 20:40, quando al 112 è arrivata una chiamata proprio dal potenziale suicida: «Questa volta vado fino in fondo» ha detto al telefono. I Carabinieri non erano sicuri di dove abitasse l’uomo. Ma non c’era un secondo da perdere. Per questo i militari, guidati dal comandante Raffaele Conforti, hanno chiamato Russo. Lui lo conosceva bene e avrebbe potuto portarli nel luogo preciso di quella "casa" dispersa per le campagne osimane. Forse anche salvarlo. E così è stato. Quando i soccorsi hanno raggiunto quell'alloggio di fortuna, la porta era chiusa e così il mediatore si è sporto da una finestrella per iniziare a parlare con il 40enne, piombato in un grave stato di agitazione. Minuti di alta tensione in cui Luca Russo ha sempre potuto contare sulla copertura di un carabiniere in particolare che, quando si è temuto il peggio, si è tolto il giubbotto antiproiettile per metterlo indosso all’analista forense. Sì, perché ad un certo punto, quando il mediatore ha aperto la porta dalla finestrella da cui si era sporto, il Luca Russo-240enne ha preso una pistola (che poi si è rivelata essere un giocatolo) e gliel’ha puntata contro, intimandogli di non entrare. L’adrenalina era ormai ai livelli di guardia. Ma per fortuna, dopo aver ascoltato i tarli di quel giovane papà ossessionato all’idea di non poter vedere la sua bambina, Luca Russo è riuscito ad entrare, ha abbassato la pistola, gli ha tolto l’accendino dalle mani e ha messo così fine ad un incubo. 

Ora l’uomo si trova all’ospedale regionale di Torrette, dove è ricoverato. Mentre nelle ultime ore i militari hanno trovato anche un biglietto scritto in rosso dentro l’alloggio di fortuna del papà che ha tentato il suicidio: "Tutta colpa della giustizia italiana".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Gli tolgono la figlia, minaccia di darsi fuoco: salvato da un amico

AnconaToday è in caricamento