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Cronaca Senigallia

Giro di squillo nei night, condannato ex gestore per sfruttamento della prostituzione

La regola sarebbe stata che chi finiva nel privé con il cliente poi doveva farci sesso. Pagati 200 euro a volta

SENIGALLIA  – È finito con una condanna ad un anno e quattro mesi, per sfruttamento della prostituzione, il giro di squillo che ha interessato alcuni night della provincia dorica. Riguarda un ex gestore, 67enne, del Senigalliese (pena sospesa). Assolti invece l’autista, che era accusato di reclutare le ragazze e portarle nei locali notturni, e una prostituta considerata complice. Il verdetto è dei giorni scorsi. Il caso era esploso dopo che una ballerina si era negata ad un cliente che voleva fare sesso con lei, nel privé di un nightclub, e il giorno dopo l'avevano cacciata dall'appartamento in cui era alloggiata. Per riprendere la sua borsa, rimasta nell'abitazione dove non la facevano più entrare, aveva chiamato i carabinieri.

A scoprire il giro di squillo erano stati i militari di Collemarino. L'episodio che ha portato a galla tutto risale al 2015 e in tre erano finiti a processo per sfruttamento della prostituzione. Due prostitute che si erano ribellate al sistema avevano testimoniato in aula, al tribunale di Ancona, a novembre scorso. La prima era stata una giovane marocchina, attualmente in carcere a Sassari, per altra causa, quella che si era rivolta ai carabinieri dopo essere stata cacciata via dalla casa dove si era sistemata con altre ragazze. Sul posto si era recato il comandate della stazione di Collemarino, Giuseppe Colasanto (anche è stai sentito a testimonianza dei fatti), che aveva voluto approfondire la questione scoprendo poi il giro di escort. «Avevo un contratto come accompagnatrice di sala e ballerina – aveva riferito in aula la giovane – invece dovevo fare sesso con i clienti. Una sera, appena arrivata, un cliente è andato in escandescenze perché aveva pagato 200 euro ma io non ci sono stata». Era il 1 marzo del 2015. La marocchina sarebbe stata portata nel privé dal quale era poi uscita con il cliente fuori di sé. Un cameriere le avrebbe poi spiegato che lì si dova fare sesso. I clienti avrebbero pagato la prestazione prima, alla cassa, ad uno dei gestori dei due night in cui si sarebbe consumata la prostituzione e che figura tra i tre imputati, 200 euro. Una parte se la sarebbe trattenuta per lui e il resto andava alla ragazza. Rifiutandosi il giorno dopo sarebbe stata messa alla porta.   

Le tre persone finite a processo, che hanno sempre rigettato ogni accusa, erano, oltre al senigalliese di 67 anni, gestore e amministratore di due nightclub, tra Senigallia e Falconara, anche una una donna di 36 anni, di origine marocchina, che avrebbe spinto le ragazze a fare sesso con i clienti, e un senigalliese di 65 anni con la funzione di autista. Il gestire, stando all’accusa, avrebbe consentito ai clienti di consumare rapporti sessuali con le ragazze, a pagamento. L’imputato potrà  fare appello una volta uscite le motivazioni della sentenza.

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