Anci Marche: “Nessun comune italiano è immune dal rischio sismico”

Ecco i dati salienti presentati nel corso del convegno "Vulnerabilità sismica degli edifici ed infrastrutture strategiche"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

In 50 anni di terremoti in Italia sono morte 4500 persone e lo stato ha speso 160 miliardi di euro. Ecco i dati salienti presentati nel corso del convegno "Vulnerabilità sismica degli edifici ed infrastrutture strategiche" organizzato da Anci Marche in collaborazione con il comune di Falconara M. A 10 anni dall'introduzione della norma sulla vulnerabilità sismica degli edifici, Anci Marche ha proposto un seminario per discutere della situazione in Italia. Il sindaco di Falconara Goffredo Brandoni, vice presidente di Anci Marche, ha introdotto i temi a partire dalla mancanza di fondi dal governo centrale "che impedisce di fatto di fare le verifiche sismiche sugli edifici come vorremmo - ha detto - con bilanci sempre più stretti e responsabilità crescenti, civili e penali, ma anche morali". "Abbiamo chiesto più volte di escludere dal patto questo tipo di attività ma per ora non siamo stati ascoltati ma, come Anci Marche, continueremo questa battaglia".

Roberto Oreficini, Responsabile dell'ufficio relazioni istituzionali del Dipartimento di protezione civile del consiglio dei ministri ed ex sindaco di Falconara, ha moderato l'incontro e ricordato che la prevenzione del rischio sismico è una materia molto complessa e che riguarda due macrocategorie, quello strutturale e quello non strutturale invitando tutti "a diffidare delle facili soluzioni proposte dalla pubblicità".

Mauro Dolce, direttore dell'ufficio valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico del Dipartimento di protezione civile del consiglio dei ministri ha ricordato l'importante evoluzione della classificazione del rischio sismico. "Nel 1975 si riteneva che solo il 25% del territorio italiano fosse soggetto a questo tipo di calamità, oggi siamo intorno al 70% che significa che nessun comune in Italia è immune dal pericolo.

Presenti anche Patrizia Angeli in rappresentanza degli Ingegneri, Alessandro Bianchi dell'ufficio rischio sismico della Regione Marche, Stefano Lenci, Ordinario di Scienze delle Costruzioni all'Università Politecnica delle Marche e Stefano Cappannelli, dirigente tecnico del comune di Falconara M.

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