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Cronaca Jesi

Fratture ed ecchimosi sul neonato: genitori a processo, ma per il giudice è colpa del “dottor Google”

Mamma e papà assolti dall'accusa di maltrattamenti contro il neonato, accusa derubricata. A scagionarli dal dolo sono stati i medici in udienza

JESI - Il neonato non riesce a espletare i suoi bisogni fisiologici, i genitori seguono un tutorial su internet e praticano delle manovre con l’intenzione di aiutarlo. Risultato, fratture in diverse parti del corpo del piccolino e Tribunale dei minorenni che, ormai da 4 anni, ha tolto il bambino alla coppia per darlo a una famiglia affidataria. Se per la procura, però, quelle ferite erano frutto di violenza, il giudice ha derubricato tutto in lesioni colpose condannando i genitori a 3 mesi con sospensione della pena. Non furono maltrattamenti, dunque, ma il risultato dell'ingenuo ricorso al “dottor Google”, come spiegato in udienza dall’avvocato Laura Versace (foto), legale della mamma. La tesi difensiva, sostenuta anche dall’avvocato Massimo di Bonaverntura in rappresentanza del papà, si è avvalsa anche della consulenza del merico legale Mauro Pesaresi. Anche il giudice aveva nominato, come consulente, il medico legale Loredana Buscemi. 

La storia 

I genitori, 27 anni lui e 26 lei, si sono presentati nel novembre  del 2018 al Pronto soccorso di Jesi perché il loro piccolo non riusciva a muovere un braccio. Gli esami hanno evidenziato subito la rottura dell'arto oltre a segni sul viso. La pratica è quindi passata al Salesi, dove è stata attivata l’unità di crisi. Gli approfondimenti ad Ancona hanno portato alla luce diverse fratture ed ecchimosi. I genitori si sono sempre giustificati sostenendo di aver fatto ricorso a manovre imparate online per aiutare il bambino a evacuare. Tesi vagliata dalla procura prima e dal giudice poi. In fase di incidente probatorio, il medico legale Loredana Buscemi ha ritenuto le lesioni non accidentali: solo quelle agli arti inferiori erano compatibili a suo avviso con le manovre descritte dai genitori. In udienza sono stati ascoltati anche i medici degli ospedali di Jesi e del pediatrico di Ancona. Il consulente nominato dalla Versace, Mauro Pesaresi, ha spiegato in udienza che le manovre erano, secondo lui, perfettamente compatibili con tutte le lesioni. Stessa conclusione dell’ortopedico che ha visitato il bambino. In quanto alle ecchimosi sul viso, si sarebbe trattato di macchie mongoliche tipiche di molti neonati già al momento della nascita. La consulenza della difesa ha portato alla luce anche il fatto che risonanze o tac non sono state fatte e che, se fossero state effettuate, sarebbero state utili a risalire alla datazione delle fratture.

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La sentenza

Linea difensiva accolta dal giudice, che ha rigettato la richiesta di condanna della procura (4 anni e 6 mesi per entrambi i genitori) derubricando il reato in “lesioni colpose”. Riconosciuta, insomma, la volontà di non far del male al piccolo ma piuttosto un rimedio che, per inesperienza e un pizzico di ingenuità, è stato demandato all'ormai famigerato "dottor Google". 
 

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