National Geographic Channel al Museo della Carta di Fabriano

National Geographic Channel, nei giorni scorsi, ha girato per una mattina intera al Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano

Una troupe di dieci persone del National Geographic Channel, nei giorni scorsi, ha girato per una mattina intera al Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano dove il popolare conduttore londinese Tim Shaw ha vestito i panni medievali per mostrare al pubblico il rapporto tra gli stracci e la famosa carta fabrianese del XIII secolo. La seconda parte del documentario "Chasing paper" sarà girata in Svezia dove, invece, il "genio" del noto canale scientifico, la versione internazionale del nostro Alberto Angela, approdondirà alla sua maniera il rapporto tra foreste e paste da carta nelle cartiere di oggi. Il documentario sarà prodotto in lingua inglese e diffuso, a partire dal prossimo mese di novembre, attraverso le varie piattaforme satellitari che diffondono il National Geographic Channel a livello planetario. Un video del backstage, girato con un semplice smartphone, propone su YouTube il dietro le quinte delle operazioni di ripresa effettuate a Fabriano con nuovissime telecamere in 4K, ovvero lo standard "Ultra HD", che consentiranno al documentario di essere trasmesso anche in formato ad altissima definizione, sui canali che lo hanno già adottato. Al termine della mattinata la moglie Hayley e la figlia hanno raggiunto Tim Shaw al museo e la piccola si è anche cimentata, come del resto aveva fatto suo padre durante le riprese, nella fabbricazione di un prezioso foglio di carta filigranata.

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Tim Shaw è particolarmente famoso in Inghilterra e nel mondo scientifico per essere il presentatore della famosa serie tecnico-scientifica "Street genius" del National Geographic Channel. All'età di 12 anni la British Dyslexia Association ne aveva già certofocato il "genio creativo" e a 16 anni aveva già inventato numerosi oggetti che sono ancora in vendita nei negozi come, tanto per fare un esempio, le luci di stop lampeggianti che illuminano quando le macchine frenano energicamente all'improvviso, tanto da ottenere una borsa di studio in ingegneria alla prestigiosa Oxford University ed essere nominato giovane ingengere dell'anno nel 1992 e nel 1994 per le sue invenzioni.

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