Nasce la trattoria popolare Casa De 'Nialtri: piatti internazionali a prezzi accessibili

Una volta la settimana gli abitanti della casa, cucineranno a turno piatti tipici dei loro paesi in modo da autofinanziare il loro progetto di co-housing e di lavoro autogestito. Il dialogo con la Regione resta aperto

Continuano le iniziative di Casa de 'Nialtri. Ieri sera ha preso il via la trattoria popolare nella piazzetta antistante l'ex sede del Pci in via Cialdini, occupata da inizio luglio. I 25 abitanti di Casa de Nialtri 2.0 cucineranno a turno piatti tipici dei loro paesi a prezzi molto competitivi: 2,50 € per un piatto unico abbondante. L'evento avrà cadenza settimanale e in questo modo, potranno autofinanziare il loro progetto di co-housing e di lavoro autogestito.

«Servirà per mettersi in contatto con la città e con le persone che vorranno essere ospiti della nostra trattoria e allo stesso tempo ricavare una forma di sostentamento per il nostro progetto. Si tratta di una trattoria popolare, sociale con dei prezzi molto accessibili per dare la possibilità a tutti di venire a cenare con noi e per riuscire a mantenere le attività che si fanno dentro la casa- spiega Silvana Pazzagli, portavoce casa de 'Nialtri-. Al momento l'attività principale è la manutenzione, il restauro delle mura dell'edificio quindi stiamo raccogliendo fondi».

A turno i ragazzi della casa cucineranno piatti internazionali. Ieri sera il menù ha previsto spaghetti con ragù romagnolo, cous cous marocchino e insalata rumena di melanzane. Una cinquantina i partecipanti. La Regione è proprietaria dell'immobile, abbandonato da 22 anni. Il dialogo è aperto ma l'intenzione di Casa de Nialtri è di rimanere nell'ex sede Pci finché le istituzioni non troveranno una struttura alternativa dove finalmente potranno dar vita al loro progetto di co-housing e di lavoro autogestito.

«Con la Regione si sta cercando di capire se possono essere messe in piedi altre soluzioni. Noi crediamo che questo stabile sia adatto a questo tipo di sperimentazione. Lo spazio è grande  e si presta al nostro progetto di co-housing in cui il piano superiore è destinato all'abitazione e il piano sotto, alle attività, alla socialità, ai laboratori e ai vari sportelli che vogliamo realizzare. Se invece non dovesse essere adatto, cerchiamo di costruire con la Regione un percorso che ci permetta di trovare un altro stabile per portare avanti il nostro progetto» conclude la Pazzagli.

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