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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Annunci di vendita via social, ma la sneaker costosa è "un pacco": un giro fake da 4 milioni di euro

Le indagini sono state svolte dai carabinieri di Brecce Bianche e coordinate dalla procura di Ancona. Tre i responsabili della truffa individuati

ANCONA - Compra su internet un paio di Nike Jordan a 130 euro ma, invece che l'ambitissimo modello di sneakers, riceve a casa un paio di calzature da donna, peraltro di scarsa qualità. Da qui è partita l'indagine dei carabinieri di Brecce Bianche coordinata dalla procura dorica che ha portato alla scoperta di una maxi truffa sul web per un volume d'affari di oltre 4 milioni di euro. Il Gip ha emesso così tre misure cautelari reali nei confronti di altrettante società con sede operativa a Napoli ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in commercio.

Truffa via social 

A cadere nella trappola per primo era stato un tunisino residente ad Ancona che a febbraio aveva sporto denuncia dopo essere stato ingannato con le scarpe fake. Da lì erano scattate le indagini che avevano consentito ai militari di analizzare a campione circa quaranta spedizioni che avevano come destinatari diversi acquirenti, tutti truffati, che risiedevano tra Ancona ed Osimo. I malfattori utilizzavano i social come Instagram, Facebook e messanger per pubblicizzare la vendita delle costose scarpe a prezzi concorrenziali. Una volta effettuato l'acquisto, però, gli acquirenti ricevevano oggetti di valore molto più basso riuscendo così a lucreare il pagamento della merce che avveniva in contrassegno alla ricezione del collo. 

La banda di truffatori era composta da tre persone: O.A. in qualità di l'amministratore della società milanese con sede operativa a Napoli mentre D.F. F. e M. L. rispettivamente legali rappresentanti di altre due società con sedi legali e operative nel capoluogo campano. Le singole responsabilità sono ora al vaglio degli inquirenti.

Oltre 4 milioni di euro 

Dal 1 gennaio al 17 marzo di quest'anno i tre avrebbero fatto spedizioni in tutta Italia, Ancona compresa, incassando una cifra intorno ai 4 milioni e 400 mila euro. Nel corso dell’esecuzione del provvedimento sono stati posti sotto sequestro diverse auto, conti correnti bancari e postali nonché somme di denaro per oltre 500mila euro. 

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