Cultura: grazie a Pieralisi Federico II rivive a Jesi in un museo virtuale

Tra ologrammi, pannelli digitali, installazioni sonore, e ambienti ricostruiti in 3 D, il museo interattivo e multimediale ricostruirà vita ed opere di Federico II in un affascinante percorso didattico

Federico II di Hoenstaufen

“Per favore, non chiamatemi mecenate. Cerco solo, da tanti anni, di realizzare un sogno. Quello di dare a Federico II di Hoenstaufen un luogo che ne possa rispecchiare la vita e le vestigia sparse in tutta Italia”. Il “sognatore” in questione è Gennaro Pieralisi, l'imprenditore marchigiano che esporta macchine olearie in tutto il mondo e che finanzierà a Jesi la realizzazione di un museo virtuale dedicato all'imperatore svevo dal cuore arabo, lo “Stupor mundi” che fu nipote di Barbarossa, protettore delle arti, grande innovatore nel campo delle leggi, della politica e delle scienze.
Tra ologrammi, pannelli digitali, installazioni sonore, e ambienti ricostruiti in 3 D, il museo interattivo e multimediale ricostruirà vita ed opere di Federico II in un affascinante percorso didattico che contempla, tra l'altro, l'immersione degli spettatori dentro un film proiettato a 360 gradi nei locali dell'attiguo Teatro Studio Moriconi.

E così Federico, il “puer Apuliae”, il fanciullo di Puglia, torna nella sua Jesi, nella Marca Anconitana, dove nacque, seppure per un “incidente”, il 26 dicembre 1194 nella piazza che ora è a lui intitolata. Jesino per caso, perché la madre Costanza d'Altavilla dovette fermarsi qui mentre stava raggiungendo il marito a Palermo, incoronato appena il giorno prima, il giorno di Natale, re di Sicilia. “Attempata” per l'epoca, l'imperatrice dovette “certificare” la nascita del bimbo, stante lo scetticismo circa la sua gravidanza, e per questo fu allestito un baldacchino al centro della piazza di Jesi, dove Costanza partorì pubblicamente, al fine di fugare ogni dubbio sulla nascita dell'erede al trono. Federico, peraltro, non dimenticherà mai la sua Jesi, cui conferì il titolo di "città" regia.

Nel nuovo museo che sarà in primo luogo “un'opportunità di rilancio economico e culturale per Jesi e la Vallesina”, l'industriale-sognatore immagina la nascita di “un polo tecnologico dedicato all'innovazione multimediale, aperto alla ricerca”, in linea con il genio multiforme di Federico, figura immensa per il suo tempo ma ancora incredibilmente moderna, per la sua curiosità che oggi si definirebbe bulimica per tutte le forme del sapere umano, che lo Stupor mundi seppe afferrare con il suo istinto di appassionato falconiere in quell'incredibile, eccezionale, irripetibile incrocio tra la civiltà normanna, araba e bizantina.

Fondatore e presidente della Fondazione Federico II Stupor Mundi, che realizzerà e gestirà la struttura con fondi privati, Gennaro Pieralisi ha incassato ieri dal consiglio comunale di Jesi un importante via libera al suo sogno: l'adesione della città natale dello svevo alla Fondazione e al progetto museale, e la contestuale concessione in comodato d'uso dello storico palazzo dove sarà ubicato il museo virtuale, il Complesso San Floriano.
In pieno centro storico, a due passi dalla Pinacoteca civica con i quadri di Lorenzo Lotto e dal Teatro dedicato a un altro grande jesino, Giovanni Battista Pergolesi, il Complesso si affaccia proprio sulla piazza in cui Federico II ebbe i natali.
“In questo luogo così significativo, la virtualità renderà possibile la ricostruzione di un episodio storico” non frutto di casualità, secondo Pieralisi, perché “avvenne grazie al fatto che la città si trovava lungo il corridoio adriatico, che fin dai quei tempi legava Germania e Sicilia”.

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Fonte: ANSA
 

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