Muro Rfi, la Cna si schiera con la Signorini: «Sì all'arretramento»

L’Associazione degli Imprenditori suggerisce di lavorare per il progetto «di respiro molto più lungo e con risultati molto più efficaci. Il Muro? Un danno alle attività»

Il consiglio comunale aperto di Falconara, venerdì scorso, ha sancito la volontà contraria di gran parte delle comunità locali all’opera di realizzazione della barriera antirumore della ferrovia. Un’opera che effettivamente, anche secondo la Cna, così com’è stata proposta, risulta eccessivamente impattante e rischia, oltre che causare danni paesaggistici e ambientali, di penalizzare l’economia del turismo, comparto fondamentale per molti dei comuni intervenuti nel consiglio comunale aperto di Falconara. Per tali ragioni anche la Cna esprime forte
preoccupazione. “Riteniamo necessario – dichiara il segretario della Cna di Falconara Andrea Cantori - cercare soluzioni alternative alla barriera progettata. Condividiamo l’idea emersa nel corso del dibattito, ovvero che si debba trovare una soluzione concreta sia in termini di tempi sia in termini di costi. Per tale ragione riteniamo che la soluzione tecnica debba venire da RFI e che sia compatibile con le
richieste degli enti pubblici e delle forze economiche e sociali del territorio, altrimenti l’ultima spiaggia possibile rimane quella di mettere mano alla normativa”.

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“E’ però certo – continua Cantori – che l’idea dell’arretramento della ferrovia è una questione che ci piacerebbe venisse portata avanti. Siamo coscienti che è un sogno sia per i tempi, sia per i costi e sia per le problematiche tecniche, ma sappiamo bene che i sogni di oggi sono spesso i risultati che raggiungeranno le generazioni future: un progetto come questo non potrà essere realizzato a breve, ma non lo sarà neanche nel lungo periodo se qualcuno non lo avanzerà come possibile progetto. L’arretramento avrebbe il vantaggio concreto non solo di eliminare il problema del rumore nelle nostre città costiere, ma soprattutto di recuperare spazi e accessi che permetterebbero probabilmente di incrementare ancora di più l’economia del turismo che nel prossimo futuro sarà sempre più centrale per la fascia costiera. Certo le esperienze passate non sono positive (si pensi alla metropolitana leggera che doveva collegare Falconara ad Osimo), ma non per questo le forze
politiche devono smettere di sognare, altrimenti il rischio che si corre potrebbe essere quello di far sì che il presente sia concreto, ma il futuro sempre meno certo e positivo”.

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