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Falconara: blitz dei carabinieri lungo le strade, multate due prostitute

L'ordinanza è stata firmata dal sindaco Brandoni nel 2009, e vieta di contrattare prestazioni sessuali sulla pubblica via. Ma sono in molti a sollevare dubbi sul provvedimento, anche le associazioni che si occupano della difesa delle donne sfruttate

Multe alle prostitute del comune di Falconara. Il blitz dei carabinieri è scattato nella notte tra mercoledì e giovedì. E così al via alle prime sanzioni imposte dalle forze dell’ordine dopo che, ormai diversi anni fa, l’amministrazione locale aveva emesso un’ordinanza comunale con cui vietava alle prostitute di strada di contrattare prestazioni sessuali con i clienti. Pena una multa appunto. E ieri, per la prima volta, i militari del Norm, guidati dal Tenente Marco Ruffini, hanno fatto rispettare la regola che il comune di Falconara si è data, per cercare di limitare il fenomeno della prostituzione in strada. Ora saranno due giovani cittadine rumene a pagare al comune 300 euro ciascuna. L’operazione dell’altra sera si inserisce in una più ampia operazione dei carabinieri, che hanno pattugliato tutto il territorio tra Ancona e Falconara, controllando e identificando almeno una cinquantina di persone. 

L'ORDINANZA. Ma le multe alle prostitute restano la novità. L’ordinanza anti-squillo fu firmata nel 2009 dal sindaco Goffredo Brandoni il cui obiettivo era quello di “vietare a chiunque di contrattare, sulla pubblica via e su tutte le aree soggette a pubblico transito del territorio comunale di Falconara Marittima, prestazioni sessuali mercenarie con qualsiasi persona sia dedita al meretricio”. Questo quanto recitava parte del dispositivo. Brandoni firmò un atto che, almeno nella volontà politica della Giunta, avrebbe dovuto fare da deterrente contro la prostituzione in strada. 

Ma dall’altra parte ci fu chi ci mise poco a gridare al “sindaco sceriffo” e all'ipocrisia del provvedimento. E oggi sono ancora tante le associazioni di volontariato che si occupano del recupero di donne vittime dello sfruttamento, che condannano queste scelte. Il motivo? A detta loro, non farebbero altro che spostare il problema in periferia o negli appartamenti, dove sarebbe ancora più difficile affrontare davvero la questione dello sfruttamento, quando di sfruttamento si trattasse e non di libero esercizio da parte delle donne.

IL VUOTO NORMATIVO. Resta - questione nazionale che si riflette sul piano locale - il cortocircuito normativo su un tema, quello della prostituzione, che da troppo tempo andrebbe affrontato in maniera organica e senza ipocrisie.

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