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Angelo Eliantonio

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Movida, «Non c'è mai stata, serve uno choc ma si può fare: ecco come riabituarsi»

Il coordinatore comunale Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: "Amministrazione di dilettanti, confonde la movida con gli eventi culturali"

Un tavolo permanente tra assessori comunali, associazioni di categoria e associazioni giovanili aperto anche a dj ed imprenditori locali. «Ad Ancona bisogna ripensare l’organizzazione degli eventi, dare continuità ad iniziative come la notte bianca e fare in modo che la gente si riappropri del centro città». Per Angelo Eliantonio, coordinatore comunale Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale, il concetto di movida è legato a quello di rilancio del commercio, del turismo e dell’accessibilità al centro «E’ l’unica opportunità rimasta per rilanciare questa città, ma serve uno shock, una rivoluzione culturale totale, bisogna dare potere decisionale e progettuale agli esperti del settore». Poi la frecciata all’amministrazione: «Basta con la loro superiorità nelle decisioni, confondono il concetto di movida con quello di cultura perché sono dei dilettanti. Parlano di cultura quando Ancona non ha più un conservatorio anche per causa loro. In più ci sono state autorizzazioni negate e locali che hanno chiuso. Creare una comunità accogliente qui non è stata una priorità».

«La movida è ‘movimento’ e ad Ancona non c’è mai stata, quello che intende il Comune fa riferimento a eventi culturali che sono un’altra cosa. La movida è far vivere la città a qualsiasi generazione con eventi che portano la gente a vivere gli spazi del centro cittadino».

D’estate la città si svuota. Normale, ma non necessario. «E’ estate anche a San Benedetto, Civitanova o Senigallia, ma là le presenze triplicano. E’ vero, non abbiamo un lungomare, ma dobbiamo sfruttare le potenzialità di un centro storico a poche centinaia di metri dal porto». Dunque in parte dà ragione al consigliere Prosperi quando dice che Ancona, quella vocazione lì non ce l'ha? «No. Non è impossibile, basta volerlo. Secondo me, se c'è la volontà politica, si può dare un indirizzo differente. In altre città è stata fatta una scelta politica per far sì che i giovani non andassero a cercare divertimento altrove, trattenendo dunque un indotto economico e lavorativo». A cosa state pensando per cambiare il passo? «Fratelli D’Italia- Alleanza Nazionale sta lavorando alla stesura di un regolamento specifico per il rilancio della movida. Un brainstorming che coinvolge anche chi lavora nel settore del commercio, degli eventi e dell’intrattenimento perché, oltre all'indotto economico, ci sono tanti anconetani che lavorano in questo settore fuori Ancona e che vorrebbero tornare qui».

Ci spieghi di preciso in cosa consiste questo regolamento. «Il vademecum prevede un tavolo permanente di coordinamento e programmazione tra gli assessorati alle politiche giovanili, sicurezza, turismo, commercio, mobilità e ambiente. Alla tavola rotonda si aggiungono anche imprenditori locali, associazioni di categoria e dj. Bisogna avvicinare l’amministrazione agli operatori del settore, che possono fare proposte da esperti in questo senso. Secondo: nuove normaitve per le attività musicali. Questa estate un turista mi chiedeva dove poteva ascoltare della musica live in centro, gli ho dovuto dire che non poteva. Per qualcuno il concetto di movida è fare musica fino alle 5 del mattino, ma non è così. Si potrebbe arrivare a un compromesso con i residenti fino all’una di notte nei prefestivi e nel week end. Durante la settimana invece fino a mezzanotte. La tecnologia potrebbe alleviare i residenti anche dal problema dei decibel, infatti a San Benedetto ci sono dei locali con casse particolari che permettono di riversare le onde sonore verso il pavimento e quindi contenere l’eventuale inquinamento acustico. Terzo. La vendita degli alcolici. Sempre a San Benedetto c’è un’ordinanza che impone a chi compra alcolici di consumarli esclusivamente nel circondario del locale, pena una multa di 50 euro e in giro ci sono pattuglie coordinate di vigili e carabinieri con il blocchetto dei verbali sempre pronto. Quando vai in giro trovi una città pulita”. Quarto. Continuità delle iniziative. La Notte Bianca o l’apertura del Porto Storico non dovrebbero essere eventi proposti una tantum. Dobbiamo abituare gli anconetani ad eventi magari mensili in una città policentrica. La riapertura del Porto ha portato a una concentrazione di eventi in quella zona e il resto della città si svuota. Si potrebbe pensare a una rotazione delle iniziative anche in piazza del Papa o al Passetto in modo che tutti lavorano, tutti partecipano e i residenti non hanno sempre eventi sotto casa. Infine accessibilità al centro. I parcheggi non ci sono o sono costosi quando ci sono eventi dovrebbero essere gratuiti. Il tema del centro per noi è un tema programmatico fondamentale per le prossime elezioni».

Certo poi qui tutti parlano di movida. Ma è davvero un tema per tutti? «Io da 27enne trovo assurdo che i processi progettuali per l’intrattenimento siano riservati a persone di 50 o 60 anni di media. E' fondamentale il coinvolgimento dei giovani. La stessa movida che poi, sia chiaro, non deve essere rivolta solo agli under 30, ma anche alle famiglie, con iniziative per i bambini».

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