Morto nel parco, il corpo chinato in avanti era lì da giorni: ipotesi overdose

Sul posto sono intervenuti i carabinieri oltre ai soccorritori della Croce Gialla e del 118

I carabinieri sul posto

Era lì da almeno un paio di giorni. A conferma di questo non solo il rigor mortis, ma anche le condizioni dei suoi vestiti: molto bagnati, al punto che in alcune pieghe si erano formate piccole sacche d’acqua. Forse lui, un russo di 29 anni, è morto prima dell’altro ieri quando, ad Ancona, era piovuto. Per i carabinieri della stazione centro di Ancona, coordinati dal comandante Giuseppe Campagna, ci sono pochi dubbi sul fatto che l’uomo dell’Est Europa sia morto per un’overdose visto che vicino al corpo c’erano sia una fiala svuotata di liquido che una siringa. Ma la massima certezza potrà darla solo il medico legale incaricato dalla Procura di effettuare l’autopsia sul cadavere. 

Uomo morto nel parco, il ritrovamento del corpo e le analisi dei carbinieri - VIDEO

A fare la tragica scoperta una donna che si trovava alla fermata dell’autobus di via Raffaello Sanzio, a poche decine di metri da piazza Antonio da Sangallo. Ad attirare la sua attenzione una scarpa che sporgeva dagli arbusti di un terrapieno che costeggia la via e che la separa dalla parte bassa del parco della Cittadella. La sneaker blu con bande bianche era visibile in quel momento in cui il sole batteva proprio sull’area verde, dove poi sono arrivati i volontari della Croce Gialla di Ancona insieme al medico del 118, che non ha potuto fare altro che costatare il decesso. Erano da poco trascorse le 13. Il corpo era appoggiato ad un tronco d’albero, in posizione chinata con le braccia rivolte in avanti verso la parte alta del terrapieno, dunque verso il parco. Stando ad un primissima ricostruzione degli inquirenti, il 29enne, dopo essersi iniettato la dose di stupefacente, avrebbe avuto un malore che lo ha portato a cadere in avanti. Tanto che sotto il suo corpo c’era la siringa. 

I carabinieri dorici, dopo aver delimitato l’area, hanno raccolto tutte le testimonianze e analizzato l’area del ritrovamento insieme al medico legale. Alla fine, il cadavere del russo, anche con l’aiuto dei vigili del fuoco, è stato consegnato all’agenzia di Pompe funebri Tabossi. 

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