E' MORTO LORENZO FARINELLI

Le sue condizioni sono peggiorate repentinamente

E’ morto Lorenzo Farinelli, il medico anconetano malato di tumore che stava raccogliendo fondi per farsi curare all’estero. Resterà per sempre l’immagine di un uomo che di fronte alla malattia, il dolore e la disperazione, ha deciso di combattere fino in fondo quel male che gli aveva portato via tutto nella vita. Tutto tranne la speranza di poter agguantare all’ultimo la cura sperimentale chiamata Car-T, già diffusa negli Stati Uniti e guardata come una specie di miracolo della scienza per chi, come lui, era malato di Linfoma non-Hodgkin. Aveva preso una telecamera e con gli occhi commossi aveva guardato dritto l’obiettivo chiedendo aiuto al mondo per raccogliere centinaia di migliaia di euro perché una via di uscita c’era e voleva entrarci. «Voglio vivere e non voglio morire». Così si era appellato al web in un video struggente, circondato dai tanti amici che gli volevano bene e che avevano sposato la sua lotta. Ed è proprio dopo aver girato quel video messaggio che le sue condizioni si sono aggravate tanto che, se inizialmente Lollo si era tenuto in contatto con gli amici via Facebook, da alcuni giorni aveva smesso di rispondere. Fino ad oggi alle 19,30, quando il suo cuore ha smesso di battere.

Se ne va così un buono, un generoso. Un amico gentile e un fidanzato amorevole che, nell’ultimo periodo, aveva anche pensato di sposare la sua compagna. Non ha fatto in tempo. Il sogno di vivere si è spezzato, ma Lorenzo resterà nel cuore di Ancona e di tutti coloro i quali hanno speso un solo minuto per sostenere la sua causa. Quella no, non è morta, non muore con lui e anzi andrà avanti insieme a tutti coloro che vogliono un paese dove curarsi non debba essere un’Odissea. Il cuore di Lorenzo Farinelli ha smesso di battere ma resterà un simbolo di coraggio e speranza nella lotta contro il cancro. Un’icona per i familiari, gli amici e chi ha provato a salvarlo senza rendersi conto di come fosse lui a salvare gli altri, a salvare noi, mostrandoci il cuore che gli anconetani e gli italiani possono avere di fronte alle battaglie per cui vale la pena lottare insieme. 

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