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Francesco ucciso dall'otite, il nonno: «Mia figlia si fidava ciecamente del medico»

Così Maurizio Olivieri, nonno del piccolo morto al Salesi: «Il bimbo aveva fatto tutte le vaccinazioni, poi però aveva saltato i richiami. Ora denunceremo quel medico»

Un calvario durato 15 giorni. Poi la tragica notizia: Francesco è morto. C'è una strana atmosfera all'ospedale Salesi di Ancona, dove il piccolo era ricoverato da alcuni giorni dopo che la sua otite era stata curata con farmaci omeopatici. 

Francesco era arrivato in ospedale mercoledì scorso. Le sue condizioni erano sembrate subito disperate, con i medici che avevano tentato il tutto per tutto, cercando di rimuovere chirurgicamente l'ascesso cerebrale. Niente da fare. Troppo grave il quadro clinico. Ieri la notizia che per il bimbo non non c'era più niente da fare e la decisione dei genitori di donare gli organi: «Denunceremo il medico - afferma al Resto del Carlino il nonno Maurizio Olivieri - mia figlia e mio genero si fidavano ciecamente di lui. Poi quando Francesco ha iniziato a peggiorare, il medico ha spaventato mia figlia dicendole che all'ospedale le avrebbero somministrato tachipirina con la conseguenza di farlo diventare sordo. La notte del ricovero, dopo che il piccolo nei giorni precedenti aveva avuto 39 di febbre e vomitava, mia figlia ha mandato anche un video al dottore dicendogli che il bambino stava entrando in coma. Lui le ha risposto che non si opponeva al ricovero, ma ormai l’infezione gli aveva invaso la testa. Io dico che non c’entra l’omeopatia, c’entra solo lui e il suo delirio d’onnipotenza. E per questo la pagherà»

«Il bimbo è arrivato da noi già in coma - afferma il dottor Fabio Santelli, direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione del Salesi - noi abbiamo tentato di aspirare l'ascesso cerebrale e ridurre la pressione endocranica, ma tutto quello che abbiamo fatto non ha dato il risultato sperato. Anche gli antibiotici non hanno risolto nulla. L'infezione da otite è stata causata da un batterio comune che se non curata adeguatamente avrebbe portato le stesse conseguenze anche ad un adulto. Probabilmente per salvare Francesco sarebbe bastato un antibiotico, somministrato pochi giorni dopo aver rilevato il suo peggioramento».

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