Bimbo morto di otite, l'omeopata avrebbe consigliato ai genitori il ricovero di Francesco

Il medico omeopata si chiude nel silenzio. Parla dunque solo tramite il suo avvocato. «Il dottor Mecozzi preferisce astenersi perche' e' molto coinvolto emotivamente»

Il medico omeopata Massimiliano Mecozzi

«C'e' stata sicuramente una diagnosi e un percorso medico-paziente. E sicuramente un momento in cui il medico ha suggerito e consigliato ai genitori di seguire un'altra via quale quella di recarsi al Pronto Soccorso. Credo quindi che tutto sara' chiarito nei dovuti termini e nelle dovute sedi». A parlare e' l'avvocato Vincenzo Carella che rappresenta il medico omeopata Massimiliano Mecozzi indagato, con l'accusa di omicidio colposo, per la morte del piccolo Francesco deceduto in seguito a un'otite trattata con prodotti omeopatici. A dare la notizia l'Agenzia Dire.

Accanto all'avvocato fabrianese il dottor Mecozzi che, dopo quasi 4 ore di colloquio con il presidente dell'ordine provinciale dei medici di Pesaro Urbino Paolo Maria Battistini, non parla. Ascolta le domande dei giornalisti. Scuote solo un attimo il capo quando chiedono un suo «L'Apocalisse? Ci sono 1,4 mld di cristiani che ci credono- continua l'avvocato Carella-. Io non ci credo e penso neppure il dottor Mecozzi ci creda. Non in quei termini». L'avvocato torna poi sulla sera del ricovero e sulla telefonata al 118 di Cagli smentendo alcune ricostruzioni giornalistiche. «La telefonata c'e' stata certamente tra la mamma del bambino e il medico del 118 su indicazione del dottor Mecozzi- continua Carella- I contenuti della telefonata non sono quelli pubblicati dagli organi di informazione». 

Il medico omeopata si chiude nel silenzio. Parla dunque solo tramite il suo avvocato. «Il dottor Mecozzi preferisce astenersi perche' e' molto coinvolto emotivamente- conclude Carella-. È un silenzio tecnico.
Emotivo. E credo sia anche un silenzio dovuto. Una forma di rispetto nei confronti della famiglia del bambino. Parlare con la famiglia? La famiglia e' pervasa da un dolore superiore in questo momento e noi crediamo di non dover intervenire. Alla famiglia tutto l'amore e tutto l'affetto del mondo ma e' una vicenda troppo delicata: la morte di un bambino e' un oltraggio all'intera umanita' quindi le nostre parole sarebbero di ben poco conto».

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