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Loreto, operaio precipitato: il cordoglio dell'azienda e i dubbi dei sindacati

Pare fosse salito di sua iniziativa, i sindacati si chiedono perché fosse là senza aver avvisato nessuno. L'azienda ieri è rimasta chiusa per lutto e la dirigenza ha diffuso una nota di condoglianze

Pare fosse salito senza avvisare nessuno Gianni Colalongo, l’operaio della Lomet, azienda del Gruppo Ragaini, che domenica si era arrampicato su un capannone per verificare le condizioni del tetto dopo le abbondanti nevicate dei giorni scorsi. Il cedimento improvviso della struttura e il volo da dieci metri di altezza gli aveva purtroppo fatto trovare una morte improvvisa, per essere trovato solo 12 ore dopo dai carabinieri.
Ieri l’azienda è stata chiusa in segno di lutto e la dirigenza ha diffuso questa nota di condoglianze, che riportiamo integralmente:

“Il presidente, a nome della famiglia Ragaini e di tutte le maestranze del Gruppo Ragaini, costernata, esprime profondo cordoglio alla famiglia per la morte di Gianni Colalongo, stimato e valido collaboratore.
Nella notte fra domenica 19 febbraio e lunedì 20 febbraio 2012 veniva rinvenuto il corpo senza vita di Gianni all’interno dell’azienda.
Dopo le prime ricostruzioni sembrerebbe che lo stesso sia salito da solo, durante la chiusura dell’azienda per il fine settimana, sul tetto dello stabilimento con l’intento di accertare se il sovraccarico di neve, dovuto alle recenti nevicate, avesse provocato danni alla copertura dello stesso.
Questa iniziativa, seppur non autorizzata, è comunque segno del suo attaccamento al lavoro ed all’azienda.
La direzione, una volta appresa la triste notizia, ha disposto la chiusura dell’attività in segno di cordoglio e partecipazione al dolore della famiglia.

Claudia Ragaini “

I SINDACATI. Il segretario provinciale della Fiom Cgil, Tiziano Beldomenico, ha dichiarato sul Messaggero che il sindacato è disposto a costituirsi parte civile in caso di processo per infortunio sul lavoro, e si è chiesto: "Quale operaio salirebbe di sua iniziativa e di domenica sul tetto della fabbrica senza comunicarlo al titolare?". Occorre specificare che Colalongo godeva di un particolare rapporto di fiducia con l'azienda e disponeva delle chiavi della fabbrica. 
 

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