Morte del dottor Massimo Boemi, l'Inrca lo ricorda così

«Ha raccolto un'eredità importante, quella del Centro di diabetologia e malattie metaboliche prima diretto dal dott. Fumelli, che ha saputo gestire al meglio»

Massimo Boemi (credit: youtube)

«La scomparsa improvvisa di Massimo Boemi ci sconvolge così come sconvolge tutto l’Istituto. L’Inrca perde uno dei suoi professionisti migliori, persona di grande spessore umano e valori, competente e scrupoloso, grande lavoratore, equilibrato e sempre con una visione istituzionale del suo impegno. Ha raccolto un'eredità importante, quella del Centro di diabetologia e malattie metaboliche prima diretto dal dott. Fumelli, che ha saputo gestire al meglio facendo sì che divenisse sempre più punto di riferimento regionale e non solo” – è il commento del Direttore generale dell’Inrca Gianni Genga sulla scomparsa del dott.Massimo Boemi, Responsabile dell’Unità operativa di Diabetologia e Malattie metaboliche dell’Inrca di Ancona, trovato senza vita nella mattinata di mercoledì 27 dicembre nella sua abitazione di Ancona. Per la Direttrice scientifica Fabrizia Lattanzio Boemi era “un professionista stimato e apprezzato, da sempre molto attivo nel campo della ricerca, per la quale ha saputo mettersi in gioco anche dal punto di vista metodologico e didattico. Con il suo modo di fare gentile e garbato da anni rappresentava un punto di riferimento per tutti».

Dopo un'esperienza nel 1989 all'ospedale di Ginevra, dal 1991 lavorava all'Inrca. Dal 2000 come dirigente medico e dal 2006 come responsabile del Centro Antidiabetico, dopo un lungo periodo di collaborazione con l'ex direttore Paolo Fumelli. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali, vantava tre diplomi di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, in Endocrinologia e in Medicina Interna. Era titolare del corso di Diabetologia alla Facoltà di Medicina dell’UnivPM e presidente della sezione marchigiana della Società Italiana di Diabetologia. Un luminare e punto di riferimento per l'Associazione Tutela del Diabetico, gruppo di volontariato a cui ha contribuito con attività di divulgazione e informazione.

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