Task force di ispettori al Salesi, il Ministero della Salute indaga sulla morte di Zohra

Una squadra di esperti chiamata a far chiarezza sul decesso della giovane mamma di Loreto che stava per partorire una bambina

Polizia davanti all'obitorio

Anche il Ministero della Salute indaga sulla morte di Zohra Ben Salem, la giovane mamma tunisina deceduta a 34 anni al Salesi, durante il parto del terzo figlio. La ministra Giulia Grillo ha deciso di inviare ad Ancona una squadra di esperti per far luce sulla tragedia avvenuta all’alba di domenica nella clinica di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale pediatrico. E’ stato proprio il dicastero, in una nota stampa, ad annunciare che «a seguito del decesso di una donna di 34 anni, avvenuto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 agosto scorso presso il punto nascita dell’ospedale Salesi di Ancona durante il travaglio indotto per espulsione di feto premorto, il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha disposto l’invio della task force degli ispettori per accertare quanto accaduto nel nosocomio marchigiano». 

Il direttore generale dell’azienda Ospedali Riuniti, Michele Caporossi, ha assicurato «massima collaborazione» ed è pronto a consegnare agli ispettori del Ministero una relazione dettagliata sulla morte della giovane mamma e della bambina che stava per dare alla luce, alla 38esima settimana di gestazione. L’ipotesi è che si sia trattato di un’embolia polmonare amniotica, evento raro ma purtroppo possibile. La procura di Ancona ha acquisito la cartella clinica e ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo, al momento contro ignoti: presto, però, potrebbero comparire i primi nomi sul registro degli indagati perché il pm Serena Bizzarri ha proceduto all’identificazione di chi era presente nella clinica di Ginecologia al momento della tragedia, come persone informate dei fatti. Nel frattempo, è stata disposta l’autopsia - ma non è stata fissata la data - sul corpo della 34enne, il cui esito è atteso dai legali della famiglia della vittima, gli avvocati Michele Pagano e Stefano Massaccesi. «Chiederemo che un nostro consulente possa partecipare all’esame autoptico - spiega l’avv. Pagano -. Allo stato attuale è inopportuno fare ipotesi perché non conosciamo gli atti, ma ci teniamo che agli accertamenti sia presente un nostro rappresentante, a tutela della famiglia». 

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