Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Toccata alla fermata del bus da uno sconosciuto, chiama il fidanzato e scoppia la rissa: in tre a processo

Padre e figlio accusati di lesioni, il terzo di molestie. Si è avvicinato ad una minorenne pizzicandole la guancia. Lei si è spaventata e ha chiesto aiuto

ANCONA - Aspettava l’autobus per tornare a casa, era un pomeriggio di dicembre e in piazza Rosselli, davanti alla stazione, era già buio e con pochi passanti. Un uomo di colore si è avvicinato ad una minorenne e le ha pizzicato la guancia, come a voler apprezzare la sua bellezza. Poi parlava una lingua incomprensibile. La giovane, 17 anni, si è sentita molestata e per chiedere aiuto ha chiamato il fidanzato. È arrivato poco dopo in auto, con lui anche il padre. È scoppiato un parapiglia. Ad infastidire la minore sarebbe stato un nigeriano di 30. Era il 20 dicembre del 2021. La 17enne ha mandato anche un video al fidanzato facendogli vedere chi l'aveva importunata. «Vengo a prenderti» gli ha detto il giovane tranquillizzandola al cellulare e poco dopo è arrivato in auto con il padre. All'altezza di via Berti ha incrociato il nigeriano così è sceso dalla vettura e insieme al genitore ha iniziato a litigare con lo straniero da cui pretendeva le scuse per la ragazza. Il padre del fidanzato avrebbe dato uno schiaffo al nigeriano che cercava di fuggire. Lo straniero si è poi fermato e avrebbe poi cercato di colpire entrambi tentando di lanciargli una bicicletta. Poi sarebbe caduto a terra rompendosi un piede e riportando 30 giorni di prognosi. E' arrivata la polizia e hanno fatto tutti denuncia. In tre sono finiti a processo davanti alla giudice Paola Moscaroli: padre e figlio, di 52 e 21 anni, per lesioni, difesi dagli avvocati Vittoria Sassi e Michele Carluccio. Il nigeriano è a processo per molestie, difeso dall’avvocato Emanuele Senesi. Quest'ultimo è anche parte civile.

Ieri ha testimoniato la 17enne raccontando le molestie subite e spiegando di non aver mai visto prima lo straniero. «Quell’uomo dopo avermi toccata ha preso per Torrette, dopo stazione. Ho chiamato il mio ragazzo perché mi spaventata, era buio, ero minorenne. Lo straniero se l’è presa con me. Ci ha accusato di avergli preso il cellulare ma poi se lo è trovato in tasca. Il mio fidanzato e il padre si sono solo difesi, hanno dato qualche spinta ma non lo hanno aggredito». Discussione e sentenza fissate per il 3 ottobre.

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