Minacce social alla Fondazione Scarponi e al fratello del campione, denunce in arrivo

L'associazione che si occupa di sicurezza stradale adirà le vie legali, intanto Facebook ha rimosso i post offensivi e intimidatori

Marco Scarponi

«Se mi tagli la strada in bicicletta ti rompo tutto». E’ solo una delle minacce ricevute sui social, ma anche in messaggi privati, da Marco Scarponi e dalla Fondazione Michele Scarponi, costituita dal fratello del campione, investito e ucciso da un furgone, il 22 aprile 2017, mentre si allenava in bici nella sua Filottrano.

Negli ultimi giorni si è verificata un’escalation di insulti e messaggi intimidatori sul profilo Facebook della Fondazione che si occupa di sicurezza stradale. Ma il clima è degenerato al punto da arrivare a vere e proprie minacce di morte rivolte a Marco Scarponi, impegnato in questi giorni come opinionista per la Rai durante il Giro d’Italia. La Fondazione ha fatto sapere che «in occasione del ripetersi di questi eventi preoccupanti e incresciosi adirà le vie legali segnalando alla Procura gli autori delle minacce». Facebook ha prontamente rimosso i post incriminati.

«Sappiamo che il tema della sicurezza stradale è complesso e coinvolge molteplici aspetti, su più fronti - ha commentato Marco Scarponi -. Sappiamo che non tutti si sentono coinvolti allo stesso modo rispetto a queste tematiche. Questo però non giustifica l’utilizzo di un linguaggio volgare, violento e privo di rispetto. Mai. A maggior ragione verso chi, per colpa della violenza sulla strada, ha perso un figlio, un marito, un padre, un fratello. Una violenza ingiustificabile che si è addirittura trasformata in minacce nei nostri confronti. Una violenza verbale intollerabile».

Nel nome dell’Aquila di Filottrano, la Fondazione Michele Scarponi, che ha appena compiuto un anno di attività, lavora per creare e finanziare progetti che hanno come fine l’educazione al corretto comportamento stradale, a una cultura del rispetto delle regole e dell’altro, tutelando l’utente fragile della strada e della società. La Fondazione collabora con il mondo dello sport, la scuola, le forze dell’ordine e con gli organismi statali deputati a controllare, mettere in sicurezza ed educare alla sicurezza stradale e con tutte le organizzazioni che hanno i medesimi obiettivi. 

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