Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Ponterosso / Via Varano

Lettere minatorie al parroco e sfregi alle immagini sacre: «Non escludo il satanismo»

Dopo aver visto la tovaglia dell'altare in fiamme, il sacerdote ha ricevuto minacce anonime di stampo razzista. La lista delle vessazioni però è ancora più lunga

Buontemponi, estremisti politici o forse satanisti. Un preciso identikit ancora non esiste, ma qualcuno da diversi mesi prende di mira la chiesa di San Pietro Martire a Varano e l’attività del suo parroco, don Fausto Guidi. L’ultima volta, l’11 settembre, al sacerdote è stato recapitato un foglio con un messaggio anonimo scritto in stampatello nella metà superiore. Qualcosa come “Attento, prima gli italiani”. Il resto della missiva si perdeva in insulti espliciti diretti allo stesso don Fausto. Quelle righe gli erano state recapitate una settimana dopo l’atto vandalico di uno o più mister x che aveva bruciato il bordo di una tovaglia sull’altare. Storia già vista? Sì, perché si è ripetuta anche martedì scorso alla chiesa del Santissimo Sacramento di Ancona. A Varano però c’è altro. In quello stesso periodo qualcuno aveva deciso che gli oggetti sacri davano fastidio anche fuori dalla chiesa e se l’è presa anche con le immagini della Madonna custodite nelle edicole sparse per le vie del paese. «Se la sono presa anche con immagini sacre, per questo - dice Don Fausto - non escludo nulla, neppure il satanismo».  Fatto sta che dopo averle trovate danneggiate diverse volte, le ha sostituite con delle immagini fotocopiate.

Le minacce

«Non gli ho dato peso, tant’è che avevo anche dimenticato di averla ricevuta quella lettera» dice don Fausto, che poi attinge ai suoi studi di grafologia ed entra nel dettaglio di quelle righe, ora in mano alla Digos di Ancona. «Ho trovato il messaggio dentro la cassetta delle lettere, era scritto a mano, su mezzo foglio, in stampatello ma con una calligrafia incerta. Le lettere andavano un po' di qua un po' di là, chi l’ha scritta forse non era una persona di polso». Cosa c’era scritto, nel dettaglio, don Fausto non lo ricorda alla perfezione: «Parolacce c’erano sicuro, insulti a me, la sostanza era che prima di aiutare gli immigrati bisognava guardare agli italiani. Dovevo stare attento perché la bruciatura dell’altare era solo una piccola cosa, un assaggio, e che potrebbe capitare di peggio». Il messaggio, denunciato prima ai carabinieri del Poggio poi passato all’esame della Digos, non era firmato da nomi né da sigle politiche. Si è parlato di gruppi di estrema destra: «Metto in relazione questi fatti con quanto accaduto una decina di giorni prima a Camerano. In una riunione pubblica con il cardinale si parlava di accoglienza e al cardinale stesso era stato impedito di prendere la parola. A scrivere però può essere stato anche un povero disgraziato». Ma qual è esattamente l’opera di don Fausto che è entrata nell’occhio del ciclone? «Faccio della semplice carità, roba piccola, anche stamattina è passata una signora di colore incinta che mi ha chiesto un aiuto e le ho dato cinque euro. La parrocchia è piccola e quando a chiedere l’aiuto sono in tanti dico chiaramente “ragazzi, mi dispiace, non sono la Banca d’Italia”. Mi sono meravigliato, perché penso di essere equilibrato e aiuto anche l’italiano».

Sfregi ai crocifissi

«Ogni tanto hanno rotto madonnine e crocifissi per le strade. Adesso ci ho messo delle immagini in fotocopia, provvisoriamente, e metteremo una protezione antiproiettile. E’ sempre successo, ma quest’anno di più- spiega don Fausto- l’ultima volta è stato un paio di mesi fa in due posti la stesa notte e siccome succede solitamente il venerdì sera possono essere degli ubriachi. Altre spiegazioni possono essere quelle che non voglio dire, sarebbe peggio della realtà, intendo spiritismo o robe del genere». Certezze, don Fausto non ne ha e ci tiene a metterlo in chiaro: «Non so se tutti questi fatti siano stati compiuti dallo stesso autore. Lo stesso collegamento tra la tovaglia bruciata e le minacce non è scontato, la lettera può averla scritta chiunque. Non ho nemmeno elementi o appigli che mettono queste cose in relazione con il satanismo, ma può essere tutto per come è il mondo oggi. A me interessa di più il disagio sociale, magari è un disagio che i ragazzi esprimono anche bucando le gomme delle macchine o è semplice superficialità e voglia di ridere su tutto. Però non escludo nulla. No, neppure il satanismo, perché dovrei? Anche se non lo metto in prima fila».

«Non ho paura»

«Ho già subìto gesti più gravi- racconta don Fausto - a Santo Stefano di 12 o 15 anni fa un indiano, che tra l’altro conoscevo, è venuto con un altro uomo alto come un armadio. Mi ha immobilizzato, mi ha puntato qualcosa addosso che non riuscivo a vedere e mi ha preso 700 euro che avevo in tasca». Altre vessazioni all’orizzonte? «Mi aspetto tutto, ho l’allarme in chiesa, ho messo un altro estintore anche per scongiurare incendi non voluti. Però sono tranquillo, ormai sono abituato».

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