Aquarius, gli studenti chiamano la città in piazza: «Si gioca sulla pelle dei migranti»

Il presidio a sostegno dei 629 migranti respinti dall'Italia si è svolto in diverse città. Nel tardo pomeriggio il sit-in si è riunito davanti al teatro delle Muse

La manifestazione in piazza della Repubblica

L’appuntamento lanciato dagli studenti dell' associazione culturale Gulliver era fissato davanti al teatro delle Muse e alla chiamata degli universitari hanno risposto un centinaio di anconetani riuniti sotto diverse sigle di sindacati e associazioni. La causa è quella dei 629 migranti imbarcati sulla nave Aquarius a cui è stato negato il permesso di sbarco nei porti italiani e il messaggio rivolto al Governo è stato scritto nero su bianco su diversi striscioni: “Aprite i porti”. Al presidio, organizzato anche in altre città d’Italia,  c’erano anche gli Studenti Medi Marche,Albatros,ANPI,Libera,CGIL,Arci, Spazio Comune Heval, Cisl, Tenda Di Abramo – Falconara, Circolo Pungitopo – Legambiente, Istituto Gramsci Marche, Potere al Popolo, Altra idea di Città, SEMAJ- Seminari Magistrali, “Joyce Lussu”, Ancona Urlo (GUARDA IL VIDEO).

Martedì pomeriggio tra bandiere e simboli c’erano anche cartelli stretti tra le mani dei partecipanti. Uno riportava la scritta in rosso “Restiamo Umani”, un altro dava il benvenuto ai rifugiati con la scritta “Welcome refugees” mentre su un altro cartello c’era scritto “Emigrare non è reato”. Sullo striscione più grande c’era il messaggio che ha fatto da filo conduttore al presidio: quell’ “Aprite i porti” firmato “Ancona solidale e antirazzista”. 

«Chiediamo che venga dato il giusto rifugio e la giusta protezione a chi si trova in difficoltà- ha commentato Leonardo Archini, coordinatore del Gulliver- bisogna affermare i princìpi che dovrebbero essere alla base della società, cioè accoglienza e solidarietà verso chi è in difficoltà». Tra i presenti anche Francesco Rubini, candidato sindaco al primo turno delle comunali per Altra Idea di Città: «L’Italia ha perso la faccia e un’occasione per dimostrare di essere un Paese serio. Sotto questa vicenda vergognosa c’è una campagna elettorale perenne. Salvini gioca sulla pelle delle persone per qualche voto in più. Noi diciamo “no”, diciamo di rimanere umani. Il problema dell’immigrazione non si risolve con atti unilaterali e violenti come quelli del Ministro dell’Interno. Occorre resistere per fermare questo ritorno al medioevo».
 

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