Il gelato più buono d'Italia? Quello di Paolo Brunelli, che si conferma il re dei gelatieri

Brunelli porta avanti da oltre 30 anni gli insegnamenti della tradizione, ereditati dalle nonne, e la arricchisce con continue contaminazioni provenienti da tutto ciò che ruota intorno al mondo del gusto

Se si realizza il primo gelato all’età di 12 anni e la passione cresce sempre più con il passare del tempo, si è destinati a diventare il re del gelato. Non stupisce quindi che Dissapore, nella sua annuale classifica delle migliori gelaterie artigianali d’Italia abbia premiato con il riconoscimento più alto il marchigiano Paolo Brunelli. Il gelatiere porta avanti da oltre 30 anni, gli insegnamenti della tradizione, ereditati dalle nonne, e la arricchisce con continue contaminazioni provenienti da tutto ciò che ruota intorno al mondo del gusto. Ma dove mangiare il gelato di Brunelli? Ad Agugliano e Senigallia, rispettivamente in piazza Vittorio Emanuele II e in via Giosuè Carducci. 

Una visione sempre curiosa e all’avanguardia che ha portato Brunelli a mettersi alla prova con percorsi degustativi di vino e tè, fino al riconoscimento del quinto gusto. Uno spirito, quello del maestro gelatiere, fuori dagli schemi che lo porta a provare sempre cose nuove, perfezionandosi sempre più e impiegando tutto il suo talento e coraggio di osare nel fare il gelato. Questa continua ricerca si è tradotta nella produzione di gusti sempre originali e di successo e nella fondazione della Compagnia Gelatieri (insieme ad Andrea Soban, al terzo posto nella classifica di Dissapore, e Alberto Marchetti).

“Non voglio pensare che un buon gelato sia quello tecnicamente perfetto. Non ho mai voluto pensare che un buon gelato sia solamente quello che ha un bell’aspetto. Il mio gelato guarda in faccia alla qualità, non distoglie mai lo sguardo dai principi che ho seguito appena raggiunta la maturità professionale. Il mio gelato è fatto così. È come me,” afferma Paolo Brunelli, maestro gelatiere e proprietario di due punti vendita che portano il suo nome, uno ad Agugliano, suo paese d’origine, e uno aSenigallia. “Questo premio è un importante riconoscimento che ci inorgoglisce e ci motiva ad andare avanti.” Dissapore, tra le voci del web più autorevoli nel mondo dell’informazione, dal 2011 realizza una classifica che premia i migliori artigiani del gelato. Alla base del metodo utilizzato per la sua redazione ci sono rigidi criteri: fondamentale la totale assenza di basi e semi lavorati (il 65% delle gelaterie italiane ne fa uso), non deve essere presente alcun colorante chimico, non bisogna abusare di addensanti ed emulsionanti (utilizzati per far sciogliere più lentamente il gelato) né di stabilizzanti come margarine e i grassi idrogenati, viene premiata l’attenzione all’innovazione, e al rapporto con i produttori locali.

Brunelli e il suo laboratorio, rappresentano a pieno il metodo più virtuoso di rispettare questi criteri, servendosi dove possibile di aziende locali dalle piccole dimensioni che si dedicano a una produzione biologica (spesso citate nei nomi stessi dei gusti di gelato proposti) e rispettando i principi di territorialità, stagionalità e filiera corta. La classifica 2018 vede primeggiare la regione Lazio con 15 gelaterie artigianali menzionate e la Capitale vince il titolo di città con il maggior numero di gelaterie presenti nella top 100. Un premio speciale è stato inoltre conferito alla gelateria Maki, di Fano, seconda classificata: il suo “Pasteli greco” è stato giudicato il gusto migliore dell’anno; un mix perfettamente equilibrato di sesamo, miele e limone che si ispira proprio al tradizionale dolcetto di pasta caramellata originario dell'isola di Cipro.

Secondo dati di CNA Alimentare, il comparto gelato in Italia rappresenta un giro d’affari da 2,7 miliardi di euro. Si tratta di un settore che ha risposto in maniera positiva al periodo di crisi con un aumento delle aperture di nuove gelaterie (+0,5% nell’ultimo anno) arrivando a un totale di 20.500 gelaterie e oltre 30.000 bar che offrono gelati sfusi. Il dato sul consumo individuale sentenzia che nel 2017 in Italia un adulto italiano ha mangiato sette chili di gelato. È sempre più importante, quindi, che il consumatore sviluppi una sensibilità sempre maggiore nella ricerca di un prodotto, un continuo stimolo alla percezione del buono e una crescente consapevolezza di cosa sta mangiando.

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