In fila per Michele Scarponi, il padre: «Era un campione ma noi abbiamo perso un figlio»

La frase del padre a sottolineare il vuoto della scomparsa. Funerali martedì al PalaGalizia o il campo sportivo in vista dell'affluenza massiccia al rito religioso

Fila alla camera ardente di Michele Scarponi

Non c'è il campione ma l'uomo. Il figlio, nelle parole del padre Giamoco e della madre Flavia fermi a vegliare la salma di Michele Scarponi nella camera ardente allestita all'ospedale di Torrette e che proseguirà domani al palazzetto di Filottrano. Luogo che da questa mattina è diventata meta di un pellegrinaggio silenzioso di familiari, amici, tifosi dell'Aquila di Filottrano investita mortalmente ieri mattina, sabato 22 aprile, da un furgone. «Ce ne sono passati mille lì, proprio lui hanno preso» si lascia scappare tra le lacrime Stefano Zanini, direttore sportivo dell'Astana, la squadra che il campione marchigiano avrebbe dovuto guidare, da capitano, al Giro d'Italia. «Sei unico, sei il numero uno», le ultime parole del ds allo sportivo, che all'arrivo a Torrette ha incontrato l'abbraccio del massaggiatore Oscar Saturni. Regna il silenzio attorno al feretro. Scarponi veste la maglia azzurra del Tour of the Alps, gara che lo aveva visto trionfare alla prima tappa pochi giorni fa. La moglie Anna è arrivata presto questa mattina e si è fermata un'ora a pregare e poi è tornata a Filottrano. Ad accogliere chiunque si affacci per un saluto, una preghiera, ci sono il padre e la madre dell'Aquila. «Era un campione ma noi abbiamo perso un figlio» dice il papà. 

C'è anche il sindaco di Filottrano, Lauretta Giulioni: «Filottrano vive un momento di smarrimento e grande tristezza - dice- Quando veniva da noi non era Scarponi il campione ma semplicemente Michele, un uomo sempre con il sorriso e una parola buona per tutti. In queste ore abbiamo ricevuto solidarietà e condoglianze da tutto il mondo. Per il familiari è un momento durissimo ma lo è anche per il piastrellista alla guida del mezzo coinvolto nell'incidente. Stiamo anche pensando di intenstargli una piazza o intitolargli un memorial ma questo verrà più in là. In questo momento ci strigiano attorno alla famiglia». Il funerale è stato fissato per martedì pomeriggio. Difficilmente la chiesa di Sant'Ignazio, nella frazione Cantalupo del piccolo centro marchigiano, potrà ospitarlo. In previsione della presenza massiccia di persone si sta pensando al PalaGalizia o, addirittura, al campo sportivo. Don Luigi, parroco di Sant'Ignazio, non ha lasciato un momento da soli gli Scarponi.  

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Dopo pranzo è stato un via vai di amici ma anche di sportivi, ciclisti ed ex atlati. Come l'ex corridore Alberto Conti e il capitano della squadra Astana Fabio Asu. Presente anche il Presidente del Coni Marche Fabio Luna, arrivato a portare i saluti del presidente nazionale Giovanni Malagò. Intorno alle 16 è arrivato anche il ciclista osimano Fabio Lasca che ha detto: «Michele era una spalla a cui appoggiarmi nei momenti difficili, uno che mi supportava sempre, ci sentivamo spesso perché avevamo anche molti amici in comune. Mi avevano avvisato ieri mattina alle 9, quando mi hanno chiamato non ci volevo credere, forse non ci credo neppure ora. Come lui ce ne sono pochissimi»

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