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Lunedì, 4 Marzo 2024
Cronaca Jesi

Da una foglia di Verdicchio distillata arriva il gin da podio

Dietro c'è un 35enne che ha lasciato il lavoro da tornitore per dedicarsi alle risorse del territorio. «In futuro penso agli amari e a un locale tutto mio dove degustare prodotti locali»

JESI – E' nato tutto durante il lockdown, quando ha avuto più tempo per pensare, e anche grazie ad un vecchio alambicco, un apparecchio per la distillazione, ereditato dal nonno. Lasciato il lavoro da metalmeccanico adesso fa gin e gli dice anche bene perché aggiungendo solo una foglia di Verdicchio al distillato di ginepro ha guadagnato il terzo posto nella categoria più prestigiosa dell'International Wine & Spirits di Londra, la london dry gin, per il suo "Jgin". Lui è Michele Campana, 35 anni, jesino, con la sua azienda a Pantiere. Non si è fermato al premio acquisito, in mente ha altri traguardi: fare una limited edition, aprire una degustazione in loco e varcare il settore degli amari. 
Il gin. «La pandemia ha dato il via a tutto – racconta Campana – in quel periodo avevo ritrovato un alambicco appartenuto a mio nonno che era venuto fuori dopo un trasloco così ho iniziato a fare delle distillazioni in casa, raccogliendo erbe spontanee. Poi ho fatto assaggiare agli amici quello che producevo e piaceva così ho cercato una distilleria ufficiale che potesse produrre lavorazioni autorizzare il mio gin. Inizialmente ho trovato solo impianti industriali e non mi andavano bene perché volevo qualcosa di più piccolo e somigliante ad una produzione casalinga e ho trovato una distilleria a Pesaro con cui ho prodotto il primo lotto di bottiglie, a novembre del 2022, 460 bottiglie, subito piazzate perché sono andato in giro personalmente nei locali e nei bar perché il gin va raccontato. Ad aprile ho fatto il secondo lotto di produzione con cento mignon anche per le enoteche».

L'iscrizione al concorso a Londra è stata fatta grazie alla moglie, Laura Durastanti. La giuria ha assaggiato il gin proveniente da 90 paesi, senza sapere chi lo producesse e il gin jesino è arrivato terzo nella categoria di eccellenza per il gin che è anche la più ostica. «E' molto beverino – dice Campana – si può bere anche da solo senza acqua tonica». Nel futuro c'è in programma una limited edition «con botaniche sempre dalla zona della Vallesina – dice l'imprenditore – attingendo ad erbe spontanee e bacche per arrivare a produrre anche un amaro della zona. Questo per valorizzare anche il nostro territorio dal punto di vista turistico. Poi il grande sogno è aprire un posto dove mangiare e degustarlo, sempre nella mia zona, un localetto». Il gin che ha vinto il premio deve tutto ad una visita in vigna a San Paolo di Jesi dove Campana cercava qualcosa da aggiungere al ginepro. «Non potevo azzardare a chiedere l'uva – dice – quindi ho provato con le foglie, materiale che viene scartato, le ho distillate, il sapore era di uva e quindi ho unito le cose».
 

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