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Michela Casamassima durante la presentazione di "July"

Michela Casamassima durante la presentazione di "July"

Miky C lancia il primo disco: «Qui con la musica fai la fame, ma io ho puntato i piedi»

Cappello rosso in testa e voce decisamente black. Parla la cantante che realizzerà un disco con il bassista di Francesco De Gregori: "Nella nostra città bisogna smuovere gli animi"

Cappello rosso in testa e voce decisamente black. Il look è quello di Michela Casamassima, in arte Miky C, che studia canto da quando aveva appena otto anni e oggi incide singoli con la collaborazione del bassista di Francesco De Gregori e con la produzione di Valerio Liboni. Insegna canto, ha coronato il suo sogno di vivere di musica, nella sede della Drh Music di via Tombesi ha annunciato la realizzazione del primo album e ha presentato il suo inedito dal titolo “July”.

"Canto l’amore libero" 

La canzone arriva dopo i due singoli “E cambierà” e “Io vivo per te” già a disposizione sulle varie piattaforme musicali online. “July è un pezzo dedicato alla libertà dell’amore che ho scritto nell’estate del 2016 e che finirà nel mio primo progetto discografico. July è l’insieme di tutti i miei anni di studio, l’ho scritta interamente io, il testo è in inglese perché a me piace molto cantare in inglese ed è per questo che in conservatorio sto studiando Jazz- ha spiegato Miky- July parla di un amore che rende liberi, l’amore è liberta e se non è così non è amore. E’ il vero messaggio di questo brano, a cui tengo come un figlio”. Artista e mamma. “L’altro brano, ‘E cambierà’ , Liboni l’aveva scritto per sua figlia e per me che ho un figlio di 16 anni è stato bellissimo cantarlo. ‘Vivo per te’ invece parla dell’amore che può passare anche attraverso le guerre e non esaurirsi mai”.

"Ad Ancona con la musica fai la fame"

Ma ad Ancona è facile vivere di musica? “Assolutamente no, la verità è che ad Ancona con la musica fai la fame- spiega la cantante dorica- io ho la fortuna di fare quello che amo e vado avanti, non mi posso lamentare di nulla, ma il discorso anconetano resta di nicchia anche se la nicchia si può anche allargare facendo cambiare la mentalità alle persone. Qui c’è la paura del nuovo, la gente è abituata a vedere sempre le stesse cose e verso la novità c’è sempre la diffidenza classica di noi anconetani. Se però poi uno ti conosce e ti ascolta può ricredersi, bisogna smuovere gli animi sotto questo aspetto”. A una ragazzina che vorrebbe vivere di musica ma che oggi non ha il coraggio di dirlo a mamma e papà: “dico che non deve mollare, io per la musica ho puntato i piedi. Oggi sono appoggiata ma l’inizio non è stato semplice. Bisogna dimostrare di volerlo con lo studio e con la voglia di fare. Io stessa non smetterò mai di studiare, perché in questo ambiente bisogna sempre rinnovarsi. Traguardo? Io non arriverò mai perché punto a migliorarmi sempre, ora pensiamo a fare il disco poi chi lo sa”. 

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