Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Centro storico / Corso Giuseppe Garibaldi

Fine settimana nero, fatturato a picco e i commercianti protestano: «Riportate qui il Mercato Europeo»

I commercianti hanno sottoscritto una raccolta firme per chiedere lo spostamento del Mercato Europeo: «Al Viale non ha senso se poi dobbiamo rimetterci e noi siamo tagliati fuori» ha detto Ricciotti

Cento firme a sigillo di una richiesta univoca: «Riportate il Mercato Europeo lungo Corso Garibaldi». Lo vogliono i commercianti che hanno sottoscritto una petizione di cento firme organizzata dal tabaccaio Andrea Ricciotti. Lo spostamento al Viale della Vittoria della kermesse organizzata da Confcommercio, sostengono i negozianti, ha affossato gli incassi delle attività del corso durante lo scorso week end. «Corso Garibaldi è stato reso pedonale, ma non serve se rimane inutilizzato - spiega Ricciotti - Venerdì scorso con l’apertura del Mercato Europeo ho avuto il 60% di clientela in meno. Il corso deve essere coinvolto quando ci sono manifestazioni che ci fanno lavorare, anche perché noi paghiamo affitti da centro, ma quando è ora di godere dei benefici di questa petizione non ce lo fanno fare. Io per 20 metri quadri pago 1.500 euro al mese ed è uno dei prezzi più bassi». Sullo spostamento del Mercato Europeo rispetto alla fortunata edizione del 2014, sostiene il tabaccaio, non è mai stata data una precisa motivazione: «Si è parlato di sicurezza, ma le vie di fuga di Corso Garibaldi sono le stesse del Viale della Vittoria, si è parlato di una pavimentazione che non regge il peso ma ci abbiamo visto scaricare tonnellate di mattoni». Ricciotti contesta anche l’ipotesi che la presunta inadeguatezza di Corso Garibaldi sia dettata dal poco spazio per i banchi perché «quando non hanno potuto fare la Fiera di San Ciriaco al Viale perché era chiusa la galleria del Risorgimento l’hanno fatta qui su due lati, la stessa prima edizione del Mercato Europeo è stata fatta qui. Quindi il problema qual è?». 

Il retroscena sul MercatoEuropeo raccontato da Polacco

La pensa così anche Monia Mancinelli di Grent abbigliamento: «Questo spostamento ci ha tagliato le gambe, arriva tutto fino piazza Roma e qui non c’è molto passaggio. Lungo il Corso non c’è più nulla se non nella prima parte e ci sentiamo tagliati fuori. Quello che temevamo si è organizzato, anche io venerdì ho avuto un calo del 50-60%. Succede anche quando si organizzano gli eventi al porto, ma il cuore della città è anche questo». «E’ la cosa più normale fare il Mercato qui anziché al viale, questo è il posto migliore per gli eventi. Il calo di gente in questi tre giorni si è visto nettamente. Qui abbiamo il commercio mentre lassù non c’è nulla» osserva Simone Governatori, titolare del Bar Torino. «Al viale si vanno a creare problemi di traffico e poi non è una zona più sicura rispetto a Corso Garibaldi». Qualcuno, racconta il barista, si è anche lamentato degli odori che nel 2014 si levavano dalle cucine ambulanti: «Qualche commerciante anconetano di vecchia data la vede diversamente». 

A firmare la petizione anche Lorenzo Zecchini, titolare dell’omonima farmacia di piazza Roma: «Il Corso che è stato pedonalizzato per essere più fruibile dalle famiglie si presta perfettamente a iniziative di questo tipo e quelle legate al food hanno riscosso sempre un grande successo». Piazza Cavour e Corso Garibaldi, sostiene il farmacista: «E’ un centro commerciale naturale. La sicurezza? Mi devono spiegare allora quali sono le vie di fuga del porto antico, se è un problema di sicurezza se ne può parlare ma bocciare a priori la possibilità è sbagliato. Un discorso di food- conclude Zecchini- va poi fatto a un certo livello, selezionando le attività e la loro qualità garantendo anche la qualità del cibo e non solo». Fabio Paolinelli, titolare di un’edicola sempre in piazza Roma vede il Corso più come un’arteria culturale: «Il tipo di bancarelle del Mercato Europeo hanno un valore diverso da quelle classiche e possono attirare gente, io però penso a qualcosa di differente ad esempio strutture artistiche lungo il corso e che faccia pensare. Il Mercato Europeo va bene, può essere una cosa interessante ma non è quello che salva il rapporto con il turismo».

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