Commerciante picchiata dal mendicante, «non c'è soluzione percorribile»

La commerciante picchiata dal mendicante diventa un caso ad Ancona. I commercianti chiedono più controlli. L'assessore Foresi richiama i vigili all'attenzione. Per Carlo Ciccioli i controlli sono una risposta infantile

Un mendicante su una panchina - credit Infophoto

Mendicante picchia una commerciante dopo aver rifiutato l’elemosina. E dopo il fatto di corso Amendola, ad Ancona scoppia il caso dei clochard sempre più insistenti fino a diventare violenti. Fatto cui è seguita, soprattutto da parte dei commercianti, la richiesta di un maggiore controllo. Come? L’assessore alla sicurezza Stefano Foresi ha chiesto alla Polizia Municipale più prevenzione. Ma la questione è forse più complessa se si guarda ai clochard come una una popolazione colpita da un disagio socio-economico che, nella peggiore delle ipotesi, diventa patologia. Come nel più grave caso di Precious Omobogbe, il 26enne nigeriano che nel settembre 2014 seminò il panico a Jesi armato di machete. Nonostante, va precisato, sia lontano anni luce della violenza di corso Amendola.  Dunque il problema è sociale. Da non trattare come fastidioso corpo estraneo. Lo conferma lo stesso assessore Foresi quando dice: «Adesso c’è un aumento di questi episodi quindi serve una prevenzione maggiore per controllare queste situazioni, ma non parliamo di repressione perché il mendicante di per sé non é un problema finché non è violento. Purtroppo è una sfaccettatura di questa nostra società e bisogna farsene carico. Ma non c’è una soluzione pronta». 

Parole che non stonano più di tanto con quanto ha affermato anche il direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche di Ancona e portavoce per le Marche di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli: «C’è una certa coincidenza tra la condizione di mendicante e il fatto che quelle stesse persone abbiano problemi psichiatrici. E’ giusto fare più prevenzione ma non è la soluzione. Rispondere con un controllo dei mendicanti mi sembra una cosa infantile». Dunque anche per Ciccioli il problema non è di per sé il fatto di controllare o meno. Il punto, alla radice, è che prima di essere persone che vivono di elemosina, sono uomini e donne con gravi disagi. «La deriva sociale ha sempre alla base una problematica mentale - prosegue Ciccioli - Parliamo di una realtà fatta di difficoltà di adattamento, povertà di rapporti amicali e parentali e che alla fine fa anche i conti con una deriva economica. Si uniscono problemi di adattamento, integrazione sociale e nel mondo del lavoro. Sono casi di persone che spesso hanno abbandonato o hanno dovuto abbandonare la propria famiglia e che non risiedono nemmeno nel Comune dove mendicano. Persone allo sbando che non hanno un progetto e vivono di assistenza parassitaria. E quando quell’assistenza viene contrastata si possono assistere a reazioni abnormi».

E allora diventa chiaro come l’idea dl controllo sia solo un palliativo. Il controllo? «Ha senso come forma di prevenzione sociale ma non è la soluzione - ribadisce Ciccioli - Il problema non è l’essere mendicante in sé, ma la condizione di disadattamento sociale a cui un Comune non può dare risposta. Porto ad esempio il Comune di San Francisco dove su una popolazione di 800mila abitanti, 12mila sono clochard e dove paradossalmente, più il Comune crea servizi, più arrivano mendicanti. La verità è che queste persone dovrebbero essere prese in carico da strutture residenziali che si facciano carico di persone disagiate, ma costano tantissimo e i Comuni non hanno i soldi. Non c’è una vera soluzione, anche se non dobbiamo rassegnarci».

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Per lo meno non ce ne è una praticabile. Eppure in passato non si era mai assistito ad una casistica di violenze da parte di quella realtà. «Una volta certe situazioni erano contenute nel nucleo famigliare e trovavano spazio nell'economie rurali con lavori minori. Ora non c’è più nulla. Si pensi ai disabili. Senza una famiglia alle spalle sono abbandonati a se stessi in un’organizzazione sociale che tende all’espulsione di chi non riesce a trovarsi un ruolo. Di chi non regge la competizione». Dunque nella pratica come comportarsi di fronte ad un mendicante un po’ troppo insistente? «Evitare comportamento simmetrico. Cioè se io incalzo, il clochard mi risponde alla pari. Dobbiamo ignorare e passare oltre se non vogliamo cedere alla richiesta perché se ai problemi psichiatrici si unisce il risvolto sociale di chi ha la pancia vuota e assenza totale di progettualità di vita, siamo di fronte condizioni di deriva sociale che sono delle vere bombe a orologeria».

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